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Ordinanza

Ordinanza n. 3090/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202605731

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. III, che aveva respinto la domanda cautelare contro l’esclusione dalla graduatoria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni e università)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato l’ordinanza cautelare del TAR Lazio che aveva negato la sospensione degli atti relativi alla formazione della graduatoria disciplinata dal d.m. n. 1115/2025. La controversia riguarda l’interpretazione del meccanismo introdotto dal decreto ministeriale, che ha ampliato la platea dei candidati ammissibili alla graduatoria consentendo l’inserimento anche di coloro che non abbiano conseguito la sufficienza in tutti gli insegnamenti. Gli appellanti, non avendo conseguito alcuna sufficienza negli esami di profitto, sostenevano implicitamente che tale disciplina dovesse consentire anche la loro ammissione. Il TAR ha ritenuto invece necessario, quale requisito minimo indefettibile, il conseguimento di almeno una valutazione positiva. In sede cautelare è stata contestata la correttezza di tale interpretazione e la legittimità delle scelte amministrative, anche sotto il profilo della ragionevolezza e della proporzionalità.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, ritenendo infondate le doglianze e congruamente motivata l’ordinanza del TAR. Ha condiviso la ricostruzione secondo cui il d.m. n. 1115/2025, pur ampliando la platea dei candidati mediante la deroga al requisito della sufficienza in tutti gli insegnamenti, non elimina il requisito minimo del conseguimento di almeno una valutazione positiva negli esami di profitto. Gli studenti privi di qualsiasi valutazione positiva restano quindi fuori dall’ambito applicativo della deroga. Il Collegio ha inoltre ritenuto che l’obiettivo di tendenziale copertura dei posti disponibili debba essere bilanciato con l’esigenza di assicurare un livello minimo di preparazione accademica e che le scelte amministrative, espressione di discrezionalità tecnica, non risultino allo stato manifestamente irragionevoli o sproporzionate. Sono state fatte salve le valutazioni proprie del merito del giudizio di primo grado. È stata confermata anche la statuizione sulle spese della fase cautelare di primo grado, mentre le spese dell’appello sono state integralmente compensate in ragione della novità della procedura.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare proposto dinanzi al Consiglio di Stato.

  • d.m. n. 1115/2025

    Introduce un ampliamento della platea dei candidati inseribili nella graduatoria, consentendo l’ammissione di chi non abbia conseguito la sufficienza in tutti gli insegnamenti, ma mantenendo come requisito minimo il conseguimento di almeno una valutazione positiva negli esami di profitto.

Massime di principio

  • Una disciplina derogatoria che consente l’inserimento in graduatoria di candidati privi della sufficienza in tutti gli insegnamenti può comunque mantenere un requisito minimo indefettibile di preparazione, quale il conseguimento di almeno una valutazione positiva; la deroga non si estende ai candidati privi di qualsiasi valutazione positiva.
  • Nella formazione di graduatorie per l’accesso o la prosecuzione di percorsi universitari, l’obiettivo della tendenziale copertura dei posti disponibili deve essere bilanciato con l’esigenza di garantire un livello minimo di preparazione accademica.
  • Le scelte amministrative attinenti alla definizione dei requisiti di ammissione e alla formazione di graduatorie rientrano nella discrezionalità tecnica dell’amministrazione e sono censurabili in sede cautelare quando risultino manifestamente irragionevoli o sproporzionate.

Come è indicizzato

MaterieCarriera degli studentiAccesso programmato ai corsi universitariTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelare

Testo integrale

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