Sentenza n. 4381/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza numero 54/2026 emessa in data 21/01/2026, dal Tribunale di Pavia, in funzione di giudice del lavoro.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Pavia, giudice del lavoro, che aveva riconosciuto alla ricorrente la Carta del docente per 500 euro per l’anno scolastico 2024/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza deducendo che il Ministero non aveva dato esecuzione alla sentenza n. 54/2026 del Tribunale di Pavia, in funzione di giudice del lavoro, notificata il 22 gennaio 2026 e passata in giudicato. La decisione aveva condannato il Ministero a riconoscere alla docente la Carta del docente per 500 euro per l’anno scolastico 2024/2025. La ricorrente ha chiesto che fosse ordinata l’esecuzione del giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma e non ha dedotto di avere adempiuto.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso dalla notificazione della sentenza il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996. Nel merito, ha accolto la domanda: la spettanza degli importi riconosciuti dal giudicato risultava documentata e il Ministero non aveva allegato l’avvenuto pagamento. Ha quindi dichiarato l’inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza 500 euro, detratti eventuali pagamenti medio tempore effettuati per il medesimo titolo. Per l’eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attivabile su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato all’Amministrazione, con 60 giorni per determinare il residuo dovuto e adottare gli atti necessari all’esecuzione. Nessun compenso è dovuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese, liquidate in 800 euro oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Il ricorso è procedibile in quanto è decorso, dopo la notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del decreto legge 31 dicembre 1996 n. 669, convertito in legge 28 febbraio 1997, n. 30.
Il ricorso per ottemperanza è procedibile una volta decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza di condanna.
art. 114 c.p.a.
Per l’effetto, va dichiarata l’inottemperanza dell’intimato Ministero, a cui va assegnato un termine di 90 (novanta) giorni dalla notifica della presente sentenza per l’accredito alla parte ricorrente degli importi sopra indicati, detratti gli eventuali pagamenti medio tempore effettuati i per il predetto titolo.
Accertata l’inottemperanza, il giudice ordina all’Amministrazione di eseguire il giudicato entro il termine stabilito e può predisporre la nomina di un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna al pagamento, il ricorso è procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996.
- Quando la spettanza delle somme riconosciute da una sentenza passata in giudicato è documentata e l’Amministrazione non deduce né prova l’avvenuto adempimento, il giudice dichiara l’inottemperanza e ordina il pagamento entro il termine assegnato, detraendo gli eventuali pagamenti medio tempore effettuati per lo stesso titolo.
- Il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta per l’ipotesi di persistente inerzia, precisando il termine per l’attivazione dell’incarico e quello entro cui il commissario deve provvedere.
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