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Sentenza

Sentenza n. 284/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'annullamento dell’ordinanza sindacale n. 4 del 13\02\2026 emessa dal Sindaco del Comune di Scafa, nella sola parte in cui all’art. 2 vieta l’accesso ai cani, anche se custoditi, nelle aree destinate ai giochi per bambini.

Giustizia amministrativa202600140

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale contingibile e urgente, limitatamente al divieto assoluto di accesso dei cani, anche se custoditi, alle aree destinate ai giochi per bambini

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (associazione)

Prevale il privato

La controversia

L'associazione ha impugnato l'art. 2 dell'ordinanza sindacale n. 4 del 13 febbraio 2026, deducendo l'eccesso di potere per violazione dei principi di ragionevolezza e proporzionalità. Secondo la ricorrente, le esigenze di tutela del decoro e dell'igiene pubblica erano già perseguite dall'obbligo di raccolta immediata delle deiezioni e dal divieto di creare sporcizia, mentre la sicurezza delle persone era già tutelata dagli obblighi relativi al guinzaglio e alla museruola previsti dalla stessa ordinanza e dalla disciplina nazionale. È stata preliminarmente esaminata la legittimazione dell'associazione, ritenuta sussistente in ragione delle finalità statutarie di tutela degli animali e del randagismo e della previsione della possibilità di promuovere azioni giudiziarie anche contro atti delle pubbliche amministrazioni. Il Comune, ritualmente intimato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente fondato e lo ha deciso con sentenza in forma semplificata ai sensi degli artt. 60 e 74 c.p.a. Ha riconosciuto la legittimazione dell'associazione e ha annullato l'art. 2 dell'ordinanza nella sola parte in cui vietava in modo assoluto l'accesso dei cani, anche se custoditi, alle aree gioco per bambini. Il divieto è stato ritenuto sproporzionato perché le finalità di igiene, decoro e sicurezza potevano essere adeguatamente perseguite mediante misure meno gravose, quali l'obbligo di raccolta delle deiezioni, il guinzaglio, la museruola, i controlli e l'applicazione di sanzioni. La sentenza richiama il principio secondo cui, tra più misure idonee al perseguimento dell'interesse pubblico, l'amministrazione deve scegliere quella meno lesiva per i destinatari. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata quando, verificata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria, la causa è matura per la decisione.

  • art. 74 c.p.a.

    Nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata.

    La manifesta fondatezza del ricorso consente una motivazione sintetica, mediante riferimento al punto di fatto o di diritto risolutivo o a un precedente conforme.

Massime di principio

  • Un divieto assoluto di accesso dei cani alle aree pubbliche destinate ai giochi per bambini viola il principio di proporzionalità quando le esigenze di igiene, decoro e sicurezza possono essere adeguatamente perseguite mediante obblighi meno gravosi, quali la raccolta delle deiezioni, l'uso del guinzaglio e della museruola, nonché controlli e sanzioni efficaci.
  • Nell'esercizio del potere amministrativo, tra più misure idonee a perseguire il medesimo interesse pubblico, l'amministrazione deve scegliere quella meno gravosa per i destinatari, evitando sacrifici inutili e misure indiscriminate.
  • La legittimazione di un'associazione alla tutela giudiziale di interessi connessi alla protezione degli animali può sussistere quando lo statuto individua tale tutela come finalità associativa e contempla la promozione di azioni giudiziarie nei confronti di soggetti pubblici e privati.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgentiLegittimazione e interesse a ricorrereDecisione e riti speciali
RamiEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaLegittimazione e interesse a ricorrere

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