Cassazione Penale, Sentenza n. 15942/2025 del 24/04/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti lamentavano la totale carenza di motivazione della Corte territoriale in ordine alla ritenuta sproporzione tra patrimonio e redditi per il periodo 1976-1997: la valutazione si sarebbe basata su stime presuntive (rivalutazioni degli estimi catastali) senza dati certi, senza confrontarsi con la consulenza contabile di parte e con le dichiarazioni documentali (in particolare quelle di Francesco Barbaro). Si contestava altresì un'errata ripartizione dell'onere della prova e una presunta inversione dello stesso. Il Procuratore Generale, invece, deduceva che la confisca avrebbe dovuto essere estesa perché i beni deriverebbero anche da reimpiego di capitali illeciti e per la consolidata contiguità del proposto a consorterie criminali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi di Girolamo e Teodoro Mazzaferro ritenendoli fondati: ha constatato l'assenza di motivazione adeguata della Corte territoriale circa le specifiche censure sulla metodologia e sul mancato esame della consulenza e della documentazione di parte, ha annullato il decreto impugnato e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio alla Corte di Appello di Reggio Calabria (senza vincoli di merito). Il ricorso proposto dal Procuratore Generale è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
D.Lgs. 159/2011 (codice antimafia e misure di prevenzione)
art. 10, art. 20, art. 24, art. 26, art. 27
La Cassazione ricorda che il ricorso per cassazione avverso provvedimenti di misure di prevenzione patrimoniale è ammesso solo per violazione di legge; la motivazione è sindacabile in sede di legittimità solo se totalmente carente o meramente apparente.
Codice di procedura penale
La norma è richiamata in relazione ai criteri di valutazione dei mezzi di prova e al riparto dell'onere probatorio; la Corte segnala che la motivazione deve confrontarsi con la consulenza tecnica e con le deduzioni della difesa.
Codice penale
Richiamato nel contesto delle pregresse condanne e della pericolosità del proposto; la Cassazione tuttavia chiarisce che la sola riconducibilità a reati non consente automaticamente la confisca senza adeguata motivazione sull'illecita provenienza o sulla sproporzione patrimoniale.
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione patrimoniale la Corte deve esaminare e motivare espressamente le critiche puntuali formulate dalla difesa, comprese consulenze tecniche e dichiarazioni testimoniali rilevanti; l'omesso confronto con tali elementi integra vizio grave di motivazione.
- La valutazione della sproporzione su lunghi periodi con documentazione fiscale mancante può legittimamente ricorrere a criteri presuntivi, ma tali criteri devono essere chiari, fondati e confrontati con le prove offerte dalla difesa; altrimenti la decisione è annullabile in cassazione.
- Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di misure di prevenzione è limitato a questioni di legge; tuttavia la Corte annulla quando la motivazione è del tutto inesistente o meramente apparente, ossia quando manca il minimo indispensabile per comprendere il ragionamento decisorio.
- La sola esistenza di precedenti penali o di contiguità criminale non giustifica automaticamente la confisca dei beni: è comunque necessario dimostrare l'illecita provenienza delle provviste o una sproporzione patrimoniale adeguatamente motivata.
- Sull'onere della prova: il pubblico ministero/debito probatorio deve fornire elementi concreti e non generiche stime; la difesa non è tenuta a supplire carenze probatorie dell'accusa ma a confutare adeguatamente gli elementi prodotti.
Testo integrale
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