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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07811/2024 del 22/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

A seguito di verifica fiscale relativa all’anno d’imposta 2005, l’Amministrazione finanziaria notificava alla società un avviso di accertamento per maggiori ricavi non dichiarati ai fini IRES, IVA e IRAP, e al socio di maggioranza un correlato accertamento sul reddito di partecipazione. La tesi dell’Ufficio era che alcune somme contabilizzate come finanziamenti dei soci fossero in realtà ricavi occultati, poiché non risultavano adeguate prove documentali dei versamenti e dei rimborsi, né traccia negli estratti conto o nei verbali assembleari; inoltre i soci non avrebbero avuto disponibilità economiche sufficienti. I contribuenti impugnavano gli atti e ottenevano l’annullamento in primo grado. In appello la CTR confermava, ritenendo normali e compatibili i finanziamenti soci e valorizzando la pregressa restituzione di somme ai soci. L’Agenzia ricorreva per cassazione denunciando violazione degli artt. 2697, 2727 e 2729 c.c., dell’art. 54, comma 2, d.P.R. 633/1972 e dell’art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973, sostenendo che il giudice di merito aveva male apprezzato le presunzioni e invertito o comunque mal ripartito l’onere della prova, trascurando plurimi indizi gravi, precisi e concordanti della fittizietà dei finanziamenti soci.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia. Ha osservato che la motivazione della CTR era incompleta perché non aveva esaminato tutti gli elementi indiziari posti a base dell’accertamento, limitandosi a valorizzare un solo profilo favorevole ai contribuenti. In particolare, la Cassazione ha rilevato che la CTR non aveva considerato la contestata mancanza di contabili bancarie, l’assenza di movimentazioni negli estratti conto e la complessiva portata degli indizi addotti dall’Ufficio. Poiché il giudice di merito deve valutare tutti gli elementi acquisiti, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, sezione staccata di Latina, in diversa composizione, per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    è il parametro processuale invocato per censurare la violazione e falsa applicazione di legge in sede di legittimità.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato per contestare la ripartizione dell’onere della prova nella dimostrazione della natura dei versamenti come finanziamenti soci o ricavi occultati.

  • art. 2727 c.c.

    richiamato in tema di presunzioni semplici come base inferenziale dell’accertamento tributario.

  • art. 2729 c.c.

    richiamato per censurare la valutazione delle presunzioni, che l’Ufficio riteneva gravi, precise e concordanti.

  • art. 54, comma 2, d.P.R. 633/1972

    richiamato come norma sostanziale sull’accertamento ai fini IVA mediante presunzioni.

  • art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973

    richiamato come base normativa dell’accertamento induttivo e presuntivo dei redditi d’impresa.

Massime di principio

  • Nel giudizio tributario fondato su presunzioni, il giudice di merito deve valutare unitariamente tutti gli indizi dedotti dall’Ufficio e non può fondare l’esito della controversia su un solo elemento isolato, trascurando gli altri dati potenzialmente convergenti.
  • Quando l’Amministrazione contesta la fittizietà di finanziamenti dei soci e ne deduce la natura di ricavi non dichiarati, la decisione deve misurarsi con l’intero quadro indiziario, inclusa la documentazione bancaria, la tracciabilità dei movimenti e la capacità finanziaria dei soci.
  • La motivazione della sentenza di merito è censurabile in cassazione se risulta incompleta perché omette l’esame di circostanze decisive poste a fondamento dell’accertamento fiscale.
  • In materia di accertamento induttivo, l’onere di confutare la ricostruzione presuntiva dell’Ufficio non può essere eluso mediante affermazioni apodittiche sulla normalità dell’operazione, se non accompagnate da una valutazione completa delle risultanze probatorie.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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