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Sentenza

Sentenza del 17/07/2024 n. 406 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte

Validità della diversa categoria e rendita proposta con DOCFA

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La contribuente ha presentato un atto di aggiornamento DOCFA per cambio di destinazione d'uso da negozio (C/1) ad abitazione (A/3) dopo rilevanti interventi di ristrutturazione autorizzati dal Comune; l'Ufficio ha rettificato il classamento ripristinando la categoria C/1 e una rendita molto superiore, motivando che il classamento deve basarsi sulle caratteristiche oggettive e ordinarie dell'immobile e non sull'uso contingente. La contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento. L'Agenzia ha poi proposto appello contro la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della contribuente; ha eccepito anche vizi formali dell'avviso (natura informatica e termini), e ha sostenuto che la diversa destinazione d'uso autorizzata dal Comune non implica automaticamente diverso classamento catastale.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto gli appelli dell'Agenzia e ha confermato la decisione di primo grado che aveva accolto il ricorso della contribuente sul merito: ha ritenuto provata la radicale trasformazione dell'unità immobiliare e la mutata potenzialità d'uso compatibile con la categoria A/3, quindi ha mantenuto la categoria e rendita proposte con il DOCFA. Quanto alle censure formali sull'avviso informatico, la CTR ha ritenuto legittima la formazione automatizzata dell'atto e la sottoscrizione a mezzo stampa, quindi non ha annullato l'atto per tali ragioni. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 1/12/1949, n.1142 (Regolamento del Catasto edilizio urbano)

    art.6, art.7, art.8 e disposizioni delle Istruzioni II (par.19, 22, 23) citate in motivazione

    Il classamento si determina sulla base delle qualità intrinseche (per la categoria) e delle condizioni estrinseche/contorni (per la classe); tuttavia la giurisprudenza e la valutazione probatoria consentono che una trasformazione strutturale rilevante modifichi la destinazione ordinaria e legittimi il cambio di categoria proposto con DOCFA.

  • D.Lgs. 7 marzo 2005, n.82 (Codice dell'amministrazione digitale)

    Riconoscimento della validità degli atti prodotti con procedure informatiche e delle copie analogiche conformi; la CTR ha ritenuto legittimo l'avviso formato in modalità automatizzata e la sottoscrizione a mezzo stampa.

  • D.M. 13 novembre 2014

    Richiamato dall'appellante come presunto vizio formale dell'avviso, ma la CTR non ha ritenuto il documento nullo per tale motivo.

  • D.M. 701/1994

    art.1, comma 3 (richiamato dall'appellante)

    Eccezione sulla tempestività dell'avviso rispetto al termine di 12 mesi; la questione non ha inficiato la validità dell'atto alla luce della formazione automatizzata e della provenienza dall'amministrazione.

  • L. 30 dicembre 2004, n.311

    Consente la sostituzione della firma autografa con indicazione a mezzo stampa per atti emessi con procedure automatizzate; la CTR ha riconosciuto la legittimità di tale modalità nell'avviso impugnato.

  • D.Lgs. 2 settembre 1997, n.446 e D.Lgs. 546/1992

    art.17-bis D.Lgs. n.546/1992 (reclamo/ mediazione)

    Richiamati per la fase procedurale di reclamo/ricorso: la contribuente ha utilizzato lo strumento di reclamo/mediazione e poi il ricorso tributario.

  • DPR 600/1973

    Richiamato in ordine alle modalità di notifica degli atti; la CTR ha ritenuto regolare la notifica dell'avviso cartaceo riprodotto da modello informatico.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione e della giustizia tributaria citate

    es. Cass. ord. n.22103/2018, sentenze Cass. n.24409/2016, SS.UU. n.8053/2014; sentenze CGT recenti 265/2024, 312/2024, 178/2024

    Orientamenti che precisano il confine tra normativa catastale e urbanistica: il Catasto classa secondo caratteristiche ordinarie e potenzialità d'uso ma la giurisprudenza ammette il cambio di categoria se le trasformazioni strutturali hanno modificato le caratteristiche intrinseche e la potenzialità d'uso.

Massime di principio

  • Il contribuente può proporre con DOCFA una diversa categoria e rendita se dimostra che sono intervenute modifiche strutturali rilevanti e autorizzate che hanno mutato la potenzialità d'uso ordinaria dell'immobile; la prova spetta alla proprietà.
  • Il classamento catastale prende in considerazione le caratteristiche intrinseche (categoria) e le condizioni estrinseche (classe), ma tali criteri possono portare a riassegnare la categoria se le caratteristiche costruttive/tipologiche sono effettivamente mutate.
  • La regolarità urbanistica/edilizia (permessi, oneri versati, agibilità, iscrizione anagrafica) non determina automaticamente il classamento catastale, ma costituisce elemento probatorio rilevante per dimostrare la concreta potenzialità d'uso.
  • Una modificazione dell'uso d'uso meramente contingente o temporanea non è sufficiente per cambiare il classamento; occorrono trasformazioni che incidono sulle caratteriste intrinseche e sulla potenzialità economica del bene.
  • Sui profili procedurali, gli atti prodotti con sistemi automatizzati e notificati in forma cartacea sono generalmente validi se risultano originati dall'amministrazione e la sottoscrizione a mezzo stampa è ammessa per atti automatizzati.
  • In contenzioso il giudice valuta la documentazione probatoria (perizie, fotografie, planimetrie, titoli edilizi, confronti con unitaà similari): una documentazione chiara e puntuale del contribuente aumenta le probabilità di accoglimento del DOCFA.

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