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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4321/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per i capi 1) e 3) (assolvendo solo sul capo 2). Quanto al capo 1) (simulazione di reato) si denunciava illogicità e carenza di motivazione, sostenendo che la denuncia per il presunto furto della macchina da caffè Fuema era frutto di un errore e che l'imputato non avrebbe avuto vantaggi (non era assicurato). Quanto al capo 3) (furto in danno dell'Enel) si contestava l'inosservanza o erronea applicazione della legge penale per difetto della condizione di procedibilità: la Corte territoriale avrebbe equiparato a querela la denuncia del procuratore speciale dell'Enel, mentre tale denuncia sarebbe atto dovuto di un incaricato di pubblico servizio e non manifestazione di volontà punitiva; inoltre si contestava la motivazione sull'identificazione dell'autore della manomissione del contatore, sostenendo che l'intervento sarebbe avvenuto dopo la cessazione dell'attività del Verducci.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo 3) (furto in danno dell'Enel) per difetto della condizione di procedibilità, poiché l'Enel non ha sporto querela e la procedibilità per quel reato è a querela di parte in base alle modifiche normative richiamate. Ha rigettato il ricorso per il resto, confermando la condanna per il capo 1) (simulazione di reato), ma ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per la rideterminazione della pena in ordine al delitto di cui al capo 1). Inoltre la Corte ha dichiarato l'irrevocabilità della declaratoria di responsabilità in ordine al reato di cui all'art. 367 c.p.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, nn. 2 e 7, cod. pen.

    Le circostanze aggravanti richiamate rientrano tra le ipotesi per le quali, dopo il d.lgs. n. 150/2022, la procedibilità del reato è in generale subordinata a querela di parte, salvo alcune eccezioni (es. fatti commessi su cose destinate a pubblico servizio). Nel caso non ricorre tale querela, l'azione penale non può proseguire.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Ha limitato la procedibilità d'ufficio per alcune fattispecie di reato (tra cui alcune aggravanti del furto), rendendo la procedibilità in molti casi subordinata alla querela di parte; pertanto la mancata querela da parte della persona offesa impedisce la prosecuzione dell'azione penale per le ipotesi rispettive.

  • art. 367 c.p.

    Richiamato nel giudizio con riferimento al delitto ascritto al capo 1) e alla declaratoria di responsabilità: dalla sentenza emerge la dichiarazione di irrevocabilità della responsabilità per quel reato e la necessità di rideterminare la pena a seguito dell'annullamento parziale.

Massime di principio

  • Se la normativa vigente richiede la querela di parte per la procedibilità di un reato e la persona offesa non l'ha presentata, l'azione penale per quel reato non può proseguire e la relativa condanna deve essere annullata per difetto di condizione di procedibilità.
  • Una denuncia effettuata da un incaricato di pubblico servizio come atto dovuto non può essere automaticamente equiparata alla querela (che è una manifestazione di volontà punitiva della persona offesa); occorre verificare se la legge prevede che determinate segnalazioni possano sostituire la querela.
  • Le modifiche normative (es. d.lgs. n. 150/2022) possono modificare la procedibilità di reati aggravati: è sempre necessario controllare se il fatto rientra in una delle eccezioni che consentono la procedibilità d'ufficio.
  • In caso di impugnazione parziale, la Corte di Cassazione può annullare solo alcune parti della sentenza e rinviare il giudizio per la riformulazione della pena o per ulteriori determinazioni, lasciando in vigore le altre pronunce di responsabilità se confermate.
  • Nelle contestazioni di simulazione di reato o di denuncia mendace, le circostanze fattuali e documentali (comprovate) sono decisive: la mera deduzione di un 'errore' da parte dell'imputato richiede elementi concreti per essere ritenuta plausibile.
  • Quando si valuta se procedere penalmente, è essenziale verificare non solo gli elementi di fatto ma anche la regolarità delle condizioni di procedibilità (querela, termini, eventuali atti dovuti), perché un vizio procedurale può determinare l'annullamento dell'azione anche se sussistono elementi di responsabilità.

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