Sentenza n. 434/2026 - Latina, Sezione 1
per l’ottemperanza alla sentenza del Giudice di pace di Cassino (FR) 4 maggio 2023 n. 526, passata in giudicato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Giudice di pace di Cassino n. 526 del 4 maggio 2023, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (creditore giudiziale)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’integrale esecuzione della sentenza del Giudice di pace di Cassino, che aveva condannato il Comune di Cellole a pagarle, quale procuratore antistatario, euro 408,26 oltre accessori di legge. La sentenza era stata notificata al Comune l’11 maggio 2023 ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997, ed era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 1° dicembre 2023. Nonostante ciò, il Comune non aveva provveduto all’esecuzione. La ricorrente aveva chiesto anche l’applicazione di una penalità di mora. SOGERT s.p.a. era indicata nel giudizio ma non si è costituita.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando l’esistenza di un titolo giudiziale definitivo, la sua conoscenza da parte del Comune e l’inadempimento dell’ente, che non ha fornito elementi ostativi all’esecuzione. Ha assegnato al Comune sessanta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza per adempiere integralmente. In caso di ulteriore inerzia, ha previsto l’intervento, entro i successivi sessanta giorni, del Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Caserta, o di un funzionario delegato, quale commissario ad acta, da insediare su sollecitazione della ricorrente. Il compenso del commissario, posto a carico del Comune, è stato liquidato in euro 1.000,00, salvo conguaglio. La richiesta di penalità di mora è stata respinta perché manifestamente iniqua in ragione del modesto valore del credito. Il Comune è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 500,00, oltre accessori e rifusione del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Consente di promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione di una decisione giurisdizionale definitiva e di adottare le misure necessarie a renderla effettiva, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996 n. 669, convertito nella l. 28 febbraio 1997 n. 30
La notificazione della sentenza al Comune è stata considerata rilevante ai fini dell’esecuzione della condanna pecuniaria nei confronti dell’amministrazione pubblica.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è accoglibile quando una pubblica amministrazione non esegue una decisione giurisdizionale passata in giudicato, notificata all’ente e recante una condanna pecuniaria determinata o determinabile.
- In caso di persistente inadempimento dell’amministrazione dopo il termine assegnato dal giudice dell’ottemperanza, è possibile disporre l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, individuandolo già nella sentenza e disciplinandone tempi e modalità di insediamento.
- La penalità di mora può essere negata quando, in rapporto al modesto valore del credito azionato, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.
- Le spese e il compenso del commissario ad acta possono essere posti a carico dell’amministrazione inadempiente.
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