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Sentenza

Sentenza n. 1506/2026 - Torino, Sezione 3

per l’ottemperanza Per l’ottemperanza della sentenza n. 228/2025, emessa nel giudizio R.G. n. 189/2025 del Tribunale di Vercelli Sezione Lavoro, pubblicata in data 04.06.2025, notificata il 12.06.2025 e passata in giudicato, con cui il Tribunale del Lavoro condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito alla corresponsione della parte ricorrente, mediante accredito sulla Carta Elettronica del Docente, dell’importo nominale di euro 500,00, quale contributo per la formazione del docente.

Giustizia amministrativa202600444

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Vercelli, Sezione Lavoro, relativa all'accredito di euro 500,00 sulla Carta Elettronica del Docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza n. 228/2025 del Tribunale di Vercelli, Sezione Lavoro, passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad accreditare sulla Carta Elettronica del Docente l'importo nominale di euro 500,00, quale contributo per la formazione riferito all'anno scolastico 2024/2025. Il Ministero si è costituito opponendosi formalmente al ricorso. Prima della decisione, il ricorrente ha dichiarato che l'Amministrazione aveva adempiuto al giudicato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché l'Amministrazione aveva adempiuto alla sentenza posta in esecuzione. Le spese sono state poste a carico del Ministero in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, considerato che il ricorso era stato reso necessario dall'inadempimento sopravvenuto dell'Amministrazione. Le spese sono state liquidate in euro 400,00, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. Il TAR ha inoltre disposto la trasmissione del fascicolo alla Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio per accertamenti su possibili profili di danno erariale, in relazione alle vicende riguardanti l'esecuzione dei titoli giudiziali.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione per l'adempimento dell'Amministrazione.

  • art. 93 c.p.c.

    Applicato per disporre la distrazione delle spese in favore dei procuratori dichiaratisi antistatari.

  • art. 4, comma 1, D.M. 10/03/2014 n. 55

    Richiamato per la dimidiazione dei parametri di liquidazione dei compensi professionali.

  • Tabella n. 21 dell'Allegato 1 al D.M. 10/03/2014 n. 55

    Utilizzata per la liquidazione del compenso professionale nelle cause di valore inferiore a euro 1.100,01.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione adempie integralmente al giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto dell'Amministrazione non esclude la condanna alle spese, che possono essere liquidate secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte abbia reso necessario il giudizio.
  • La reiterata difficoltà organizzativa dell'Amministrazione nell'esecuzione dei giudicati può incidere sulla liquidazione delle spese, ma non elimina l'obbligo di rifondere i costi del giudizio reso necessario dall'inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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