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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40577/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 30/04/2024 che aveva rigettato l'opposizione avverso l'ordinanza del 19/03/2024; il Tribunale aveva riconosciuto un esito parzialmente positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale per il periodo 14/02-23/03/2023 e aveva disposto la detenzione domiciliare per la pena residua di tre mesi, a causa del mancato adempimento degli obblighi imposti dall'ordinanza di affidamento del 31/01/2023, in particolare della prescrizione di adoperarsi in favore delle persone offese per l'attività risarcitoria. Il ricorrente, tramite difensore, lamenta: 1) violazione di legge e vizio di motivazione perché il mancato adempimento agli obblighi risarcitori non potrebbe da solo ostacolare l'esito positivo dell'affidamento, soprattutto dato il suo limitato stato di disponibilità economica e l'avvio recente di un'attività lavorativa; il Tribunale non ha spiegato perché abbia riconosciuto solo un mese e otto giorni di esito positivo; 2) mancata decisione sulla istanza subordinata di autorizzazione a svolgere attività lavorativa durante la detenzione domiciliare.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha richiamato il principio secondo cui la mancata osservanza delle prescrizioni, compresa quella di adoperarsi in favore della vittima ai sensi dell'art. 47, comma 7, dell'ordinamento penitenziario, può giustificare un giudizio negativo sull'esito dell'affidamento quando risulti che il condannato avrebbe potuto adempiere senza insopportabile sacrificio; ha altresì confermato che non è legittimo subordinare automaticamente l'esito positivo dell'affidamento all'adempimento risarcitorio senza valutare le condizioni economiche del reo e altri comportamenti riparatori. Sul caso concreto la Corte ha ritenuto corretta la valutazione che ha portato a un esito solo parzialmente positivo e, quindi, alla dichiarazione di estinzione parziale della pena, ma ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente all'indicazione quantitativa (un mese e otto giorni) della pena estinta per carenza motivazionale: il Tribunale non ha adeguatamente ponderato le limitazioni di libertà subite nel periodo di prova né motivato la scelta del periodo riconosciuto. Ha quindi disposto il rinvio per nuovo giudizio sul solo punto dell'entità della pena estinta. Il secondo motivo è stato assorbito e la richiesta di autorizzazione a svolgere attività lavorativa potrà essere esaminata in sede di nuovo giudizio se documentalmente provata.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    L'obbligo di adoperarsi, per quanto possibile, in favore della vittima del reato rileva ai fini della valutazione dell'esito dell'affidamento; la mancata osservanza può giustificare un giudizio negativo se il condannato avrebbe potuto adempiere senza insopportabile sacrificio, ma non può essere resa condizione automatica senza valutare le concrete condizioni economiche e altri comportamenti riparatori

Massime di principio

  • La mancata osservanza della prescrizione risarcitoria può giustificare un esito negativo dell'affidamento se risulta che il condannato avrebbe potuto adempiere senza insopportabile sacrificio
  • Il Tribunale deve valutare le condizioni economiche del condannato e non può subordinare automaticamente l'esito positivo dell'affidamento all'adempimento integrale dell'obbligo risarcitorio
  • Comportamenti riparatori non strettamente economici (solidarietà morale, iniziative riparatorie) possono essere considerati ai fini della valutazione dell'esito dell'affidamento
  • Nella determinazione della pena residua il giudice deve motivare specificamente la valutazione, considerando il periodo di prova effettivamente osservato e le limitazioni della libertà subite
  • Le istanze relative all'autorizzazione a svolgere attività lavorativa durante la detenzione domiciliare devono essere esaminate e motivate, poiché possono incidere sulla possibilità di adempiere obblighi risarcitori

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