Cassazione Penale, Sentenza n. 33601/2024 del 04/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Guarino era imputato per concorso in violata consegna (servizio di sentinella presso il Consolato Generale USA a Milano): si contesta che, insieme a due colleghi, sia entrato nella garitta e abbia utilizzato il cellulare durante il servizio (22/12/2020). Il Tribunale Militare di Verona lo aveva assolto perché mancava il requisito soggettivo; la Corte Militare d'Appello riformò assolvendo per particolare tenuità (art.131-bis c.p.), ritenendo invece integrate le violazioni delle consegne (anche per luso del cellulare e la compresenza in uno spazio angusto). Guarino ha proposto ricorso per cassazione invocando insussistenza del fatto materiale e psicologico, vizi di valutazione probatoria, efficacia della perizia sul cellulare, applicabilità della scriminante per ordine del superiore (art.51 c.p.) e la non offensività della condotta; il Procuratore generale militare concluse per l'inammissibilità del ricorso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto corretta la valutazione di merito secondo cui le prescrizioni della consegna erano tassative e non lasciavano discrezionalità; ha confermato l'integrazione dell'elemento oggettivo (presenza nella garitta e uso del cellulare) sulla base delle testimonianze ritenute credibili (ispettori) e della incoerenza delle dichiarazioni dei coimputati; ha escluso la scriminante invocata (autorizzazione illegittima del capopattuglia in contrasto con consegne chiare) e ha richiamato il principio per cui il reato di violata consegna è reato di pericolo presunto che non richiede la manifestazione di un evento dannoso. Di conseguenza la sentenza della Corte Militare d'Appello (assoluzione per particolare tenuità) resta confermata; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
art. 118 c.p.m.p. / artt. 110 c.p. (concorso)
La condotta contestata è stata inquadrata come concorso nella violata consegna prevista dal codice penale militare; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi del reato.
art. 120 cod. pen. mil. pace (violata consegna)
Ribadito il principio che per la configurabilità del reato è sufficiente la violazione delle prescrizioni tassative della consegna; si tratta di reato di pericolo presunto che tutela la funzionalità del servizio e non richiede un evento dannoso concreto.
art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto)
La Corte d'appello aveva applicato questa causa di non punibilità per le modalità non gravi della condotta e la scarsa offesa al bene protetto; la Cassazione ha ritenuto congrua la valutazione di merito e non ha sovrapposto la propria valutazione su quella discrezionale.
art. 51 cod. pen. (scriminante invocata dalla difesa)
La Corte ha escluso l'operatività della scriminante richiamata dalla difesa, ritenendo illegittima l'autorizzazione del capopattuglia se in contrasto con consegne inequivocabili; l'obbedienza non giustifica l'inadempimento di disposizioni tassative del servizio.
art. 603 cod. proc. pen. (escussione dei coimputati in appello)
Uso procedurale per escutere i coimputati ai fini probatori in sede di appello; le dichiarazioni rese sono state valutate insieme agli altri elementi probatori.
art. 197-bis cod. proc. pen. (escussione ex art. 197-bis)
Richiamata dall'atto per la valutazione delle dichiarazioni rese dai coimputati in sede di supplemento istruttorio; la Corte ne ha valutato attendibilità e contraddittorietà.
Corte Costituzionale, sent. n. 263/2000 (giurisprudenza richiamata)
La sentenza è stata usata per ribadire che il concetto di 'consegna' nell'ordinamento militare ha carattere tecnico e tassativo; la Corte di Cassazione ha confermato che la norma è compatibile con il principio di offensività e che spetta al giudice accertare la concreta lesività.
Massime di principio
- La violazione di una consegna militare tassativa integra il reato di violata consegna anche in assenza di un evento dannoso: si tratta di reato di pericolo presunto volto a tutelare l'efficienza del servizio.
- Le consegne devono essere precise e prive di margini di discrezionalità; se la prescrizione è tassativa il militare non può sindacarne la legittimità in sede penale salvo che l'ordine sia manifestamente illegittimo o costituisca reato.
- L'obbedienza a un ordine del superiore non è di per sé scriminante quando l'ordine confligge con disposizioni scritte e tassative del servizio; la buona fede del militare va valutata alla luce delle consegne vigenti.
- In caso di contestazioni legate all'uso di dispositivi (es. smartphone) è importante produrre elementi tecnici probanti (perizie, registri, video) poiché la corte può ritenere plausibile un uso non telefonico dello smartphone e preferire testimonianze neutrali rispetto a quelle dei coimputati.
- La qualificazione della tenuità del fatto (art.131-bis) è valutazione di merito che la Cassazione controlla solo per vizi logico-giuridici; le decisioni di merito con motivazioni coerenti su questo punto difficilmente vengono riformate in sede di legittimità.
- Nei servizi di vigilanza su obiettivi sensibili (es. consolati/ambasciate) i giudici danno particolare rilievo alle esigenze di sicurezza e alla possibilità concreta di svolgere una vigilanza attiva: condizioni materiali (spazio angusto, distrazione per uso di telefoni) aggravano la valutazione della condotta.
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