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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31040/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Palermo aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado solo riconoscendo il beneficio della non menzione, confermando nel resto la responsabilità dell'imputata per il reato di cui all'art. 494 c.p. La ricorrente ha proposto ricorso per cassazione censurando la motivazione della decisione di merito, in particolare il giudizio di attendibilità della persona offesa e la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. Le doglianze sono state qualificate dalla Corte di cassazione come finalizzate a ottenere una rivalutazione del merito e dei fatti, senza specifica allegazione di un reale travisamento della prova nei limiti consentiti in sede di legittimità; in una situazione di doppia conforme, inoltre, non era stata dedotta la prima introduzione del dato probatorio asseritamente travisato nella motivazione di appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che le censure miravano a un sindacato sul merito delle valutazioni di attendibilità e sulla ricostruzione dei fatti, attività preclusa in cassazione in assenza di specifici travisamenti di prova. Ha inoltre osservato che il vizio di travisamento era stato prospettato in modo improprio, poiché non riguardava un errore sulla "fotografia" del dato probatorio, ma una diversa lettura delle risultanze istruttorie. In presenza di doppia conforme, il vizio sarebbe deducibile solo se il dato asseritamente travisato fosse stato introdotto per la prima volta nella motivazione di appello, circostanza non allegata. La ricorrente è stata quindi condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 494 c.p.

    Norma incriminatrice per la quale era stata affermata la responsabilità dell'imputata in primo e secondo grado; la Cassazione non entra nel merito della configurabilità del reato, limitandosi a dichiarare inammissibile il ricorso.

  • art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.

    Il vizio di motivazione/travisamento della prova è deducibile in cassazione entro limiti rigorosi; in caso di doppia conforme, è necessario che il dato travisato sia stato introdotto per la prima volta nella motivazione di appello.

  • art. 616 c.p.p.

    Fondamento della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In cassazione non è consentito trasformare le censure di motivazione in una richiesta di nuova valutazione del merito o dell'attendibilità delle prove, salvo che sia dedotto uno specifico travisamento della prova nei limiti previsti dall'art. 606, comma 1, lett. e), c.p.p.
  • Il travisamento della prova non coincide con una diversa lettura delle risultanze istruttorie, ma richiede un errore percettivo o rappresentativo del dato probatorio: omessa valutazione di una prova decisiva, utilizzo di una prova inesistente o erronea percezione del suo contenuto.
  • Nelle ipotesi di doppia conforme, il vizio di travisamento della prova è deducibile in cassazione solo se il ricorrente indica specificamente che il dato probatorio asseritamente travisato è stato introdotto per la prima volta nella motivazione della decisione di appello.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, secondo la disciplina processuale vigente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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