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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34417/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato l'appello cautelare del P.M. e confermato il rigetto della richiesta di misura interdittiva e il mancato sequestro preventivo relativo alla concessione suppletiva n.6 del 6/7/2023. Il ricorso contestava omissioni e vizi di motivazione del Tribunale: in particolare la mancata applicazione delle norme che impongono la dichiarazione di decadenza della concessione in caso di occupazioni abusive o inadempienze pecuniarie (art. 47 e 54 cod. nav., art. 20 L.R. Calabria n.17/2005), l'illegittimità del rilascio della concessione suppletiva nonostante l'area fosse stata oggetto di sequestro e violasse la distanza minima prevista dal PCS (art. 12 L.R. Calabria n.17/2005), e la insufficiente valutazione dei gravi indizi di dolo e di vantaggio patrimoniale connessi alle condotte degli amministratori comunali (tra cui l'astensione del responsabile Procopio e il rapido susseguirsi di nomine e provvedimenti che portarono al rilascio della concessione in due giorni).

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato nei termini esposti: ha censurato la decisione del Tribunale per vizi di motivazione e erronea applicazione del diritto, rilevando che ricorrevano gli elementi che avrebbero dovuto portare alla declaratoria di decadenza della concessione e che il rilascio della concessione suppletiva appariva macroscopicamente illegittimo e ingiustificato. La sentenza conclude per l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio al Tribunale di Catanzaro per un nuovo esame delle risultanze, con specifica indicazione di riesaminare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza anche sotto il profilo soggettivo (dolo) e rispetto all'elemento oggettivo dell'abuso d'ufficio.

Norme richiamate

  • art. 47 Codice della Navigazione

    prevede ipotesi decadenziali della concessione per inadempienze e obblighi derivanti dalla concessione

    La Corte richiama che, quando sussistono i presupposti fattuali della decadenza, l'atto ha natura sostanzialmente vincolata e l'amministrazione non ha margini discrezionali nel non dichiararla

  • art. 54 Codice della Navigazione

    Qualora siano abusivamente occupate zone del demanio marittimo o vi siano eseguite innovazioni non autorizzate, il capo del compartimento ingiunge al contravventore di rimettere le cose in pristino entro il termine a tal fine stabilito e, in caso di mancata esecuzione dell'ordine, provvede d'ufficio, a spese dell'interessato.

    La norma impone l'obbligo di ingiungere la rimessione in pristino e di provvedere d'ufficio se non ottemperato; la Corte ritiene che tali adempimenti non siano discrezionali rispetto all'accertamento dell'occupazione abusiva

  • art. 20 Legge Regione Calabria n.17/2005

    secondo comma: il Comune dichiara la decadenza del concessionario per omesso pagamento del canone e per inadempienza di obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di legge o di regolamenti

    Norma speciale rispetto all'art.47 cod.nav.: alla ricorrenza delle ipotesi il Comune deve dichiarare la decadenza senza margini discrezionali

  • art. 12 Legge Regione Calabria n.17/2005

    disciplina il Piano Comunale di Spiaggia e prevede, tra l'altro, la distanza minima tra aree per nuove concessioni non inferiore a 50 metri (punto VII della lett. c)

    Il PCS individua aree non concedibili e stabilisce limiti vincolanti per nuove concessioni; la Corte rileva che la concessione rilasciata violava tali prescrizioni

  • art. 14 Legge Regione Calabria n.17/2005

    divieto, in determinati periodi transitori, di rilasciare nuove concessioni o autorizzare varianti sostanziali fino all'entrata in vigore del PCS

    La Corte segnala che alcune concessioni pregresse risultano rilasciate in violazione di questo divieto e che ciò incide sulla legittimità complessiva dei titoli concessori

  • art. 24 DPR 15/2/1952 n.328 (Regolamento esec. Codice della Navigazione)

    Disciplina le variazioni al contenuto della concessione e prevede la possibilita' di licenza suppletiva per variazioni non sostanziali; la concessione suppletiva e' atto discrezionale ma va interpretata restrittivamente

    La Corte ricorda che la concessione suppletiva e' eccezione e puo' essere adottata solo in presenza di rigorosi presupposti; non e' applicabile quando l'ampliamento e' di rilevante consistenza e poteva dar luogo a autonoma procedura di gara

  • art. 323 Codice Penale

    riguarda il delitto di abuso d'ufficio

    La Corte richiama che il dolo richiesto dall'art.323 puo' essere desunto anche dalla macroscopica illegittimità dell'atto amministrativo e da elementi sintomatici che dimostrino l'intento di procurare un vantaggio patrimoniale

  • art. 321 Codice di Procedura Penale

    regole sul sequestro, citato nella fase istruttoria a proposito del sequestro penale dell'area

    Il sequestro penale dell'area ha valore probatorio e amministrativo rilevante ai fini dell'obbligo di interventi amministrativi (es. rimessione in pristino)

Massime di principio

  • Quando ricorrono gli specifici presupposti di decadenza previsti da norme speciali o dall'art.47 cod.nav., l'amministrazione deve dichiarare la decadenza senza margini discrezionali: la valutazione e' limitata al riscontro dei fatti
  • Le concessioni suppletive o ampliative sono istituti eccezionali e vanno interpretati e applicati restrittivamente: ampliamenti rilevanti devono essere affidati tramite procedura autonoma e, se l'ampliamento ha consistenza significativa, non sono giustificabili con la licenza suppletiva
  • L'accertamento di un'occupazione abusiva del demanio impone obblighi amministrativi vincolati (ingiunzione di rimessione in pristino, sgombero, declaratoria di decadenza): l'omissione di tali atti puo' costituire elemento probatorio in sede penale
  • La macroscopica illegittimità di un atto amministrativo, specialmente se accompagnata da anomale cadenze temporali e da rapidi provvedimenti che favoriscono un privato, puo' costituire indice significativo per dedurre il dolo richiesto per l'abuso d'ufficio
  • L'astensione del responsabile del procedimento deve essere motivata e non puo' essere utilizzata per eludere obblighi vincolati; episodi ripetuti o temporaneamente sospetti e la sostituzione rapida con altro funzionario che emette il provvedimento favorevole possono integrare indizi di illegittimità o collusione
  • In sede di sindacato giurisdizionale cautelare (misure interdittive e similari) il giudice deve valutare compiutamente la legittimità degli atti amministrativi e non limitarsi a qualificare come discrezionale cio' che, alla luce delle norme applicabili, e' in realta' vincolato

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