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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34031/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza di appello per due motivi principali: 1) contestazione della responsabilità penale per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della fondatezza della ricostruzione probatoria (mancanza di prova che la stessa abbia formato documenti falsi e che agisse con dolo specifico di profitto ingiusto); 2) vizio nella determinazione del trattamento sanzionatorio, con particolare riguardo alla quantificazione dell'aumento di pena in caso di reato continuato ai sensi dell'art. 81 c.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato in parte inammissibile (per il primo motivo) e, per il secondo motivo, è stato accolto: la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta e sufficientemente motivata la decisione di merito sulla responsabilità, respingendo le censure generiche, ma ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha rinviato per nuovo giudizio sulla determinazione della pena (calcolo degli aumenti in caso di reato continuato) ad altra sezione della Corte di Appello di Milano.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 286/1998, art. 12

    art. 12, comma 3-bis, lett. a) e d.; comma 1

    La norma punisce l'organizzazione dell'ingresso illegale mediante predisposizione di documentazione fittizia; la pena pecuniaria è fissata, ai sensi del comma 1, in euro 15.000 per ogni persona favorita. In appello sono state escluse le aggravanti previste dal comma 3-bis lett. a) e d).

  • codice penale, art. 81

    In caso di reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, determinare la relativa pena base e quindi calcolare e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite, evitando un cumulo materiale che eluda i limiti dell'art. 81.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. Unite, Pizzone)

    Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269

    Richiamata per precisare il grado motivazionale richiesto nel calcolo della pena in caso di reato continuato: occorre motivare distintamente gli aumenti e consentire la verifica della proporzione tra le pene e del rispetto dei limiti di legge.

Massime di principio

  • Le censure meramente generiche o ricostruzioni alternative non supportate da argomentazione specifica sono generalmente inammissibili in Cassazione; il giudizio di merito sui fatti basato su convergenza di elementi probatori (modalità operative, contatti, dichiarazioni testimoniali) è difficilmente censurabile.
  • Per reati commessi in più episodi in esecuzione di un medesimo disegno criminoso (continuazione), il giudice deve prima individuare il reato più grave e la pena base e poi motivare separatamente gli aumenti per ciascun reato satellite; non è lecito applicare una somma 'unitaria' delle sanzioni pecuniarie come se fosse un cumulo materiale.
  • Quando la legge prevede una sanzione pecuniaria parametrata al numero di persone favorite (es. euro 15.000 per persona), in caso di continuazione non si può semplicemente sommare tutte le persone coinvolte in tutti gli episodi senza rispettare le regole del cumulo giuridico e la motivazione richiesta dall'art. 81 c.p.
  • La prova della falsificazione documentale e del dolo specifico deve risultare da elementi convergenti e specifici (documentazione, modalità di falsificazione, contatti e dichiarazioni di terzi); l'affermazione della responsabilità deve essere adeguatamente motivata ma, se il giudice di merito lo ha fatto in maniera articolata, la Cassazione tende a confermare.
  • Se la Corte di Cassazione rileva vizi formali o motivazionali solo nella parte relativa al trattamento sanzionatorio, è possibile l'annullamento limitato a tale punto con rinvio per nuovo giudizio, senza rimettere in discussione l'accertamento di responsabilità sostanziale.

Testo integrale

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