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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32889/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento del vincolo di continuazione fra più sentenze (Tribunale di Asti 23/01/2020; provvedimento di cumulo della Procura con sentenze della Corte d'Appello di Genova 30/01/2020 e 27/04/2017; Tribunale di Mantova 15/09/2020 e altri atti). Ha dedotto l'identità del disegno criminoso in ragione dell'identico modus operandi e del periodo (giugno-agosto 2015) nonché dello stato di tossicodipendenza; inoltre ha censurato un errore formale nell'indicazione dell'autorità che aveva emesso il provvedimento di cumulo e la mancata considerazione di sentenze ritenute irrevocabili.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto parzialmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo (l'errore formale sull'indicazione dell'autorità non ha inciso sulla decisione, i provvedimenti esaminati erano quelli effettivamente rilevanti). Ha invece accolto il secondo motivo: il giudice dell'esecuzione non ha adeguatamente motivato il rifiuto di riconoscere la continuazione rispetto ai fatti già ritenuti dal giudice della cognizione (in particolare tra la sentenza della Corte d'Appello di Genova del 30/01/2020 e la sentenza del Tribunale di Mantova del 15/09/2020), avendo fatto ricorso a ragioni generiche (ampio arco temporale, distanza geografica) non rispondenti agli accertamenti precedenti. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente al diniego della continuazione tra le due citate sentenze e ha rinviato per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Torino; il resto del ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma richiamata in relazione ai furti in abitazione oggetto delle sentenze; utilizzata nel contesto della valutazione della identità del fatto-reato e del modus operandi ai fini del riconoscimento della continuazione

  • art. 625 cod. pen.

    Richiamata insieme ad altri articoli del codice penale nel quadro delle imputazioni (circostanze aggravanti/elementi del reato) oggetto della valutazione sulla continuazione

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in riferimento alla disciplina della continuazione e della determinazione della pena in presenza di più reati; la decisione evidenzia che il giudice dell'esecuzione deve rispettare le valutazioni di merito sul vincolo di continuazione

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale relativa ai poteri e ai doveri del giudice dell'esecuzione; la Corte ricorda l'onere motivazionale del giudice dell'esecuzione quando discosta le valutazioni già compiute dal giudice della cognizione

  • art. 52 d.lg. (norme sulla diffusione)

    Richiamato in ordine all'ordine di omettere generalità e dati identificativi in caso di diffusione del provvedimento

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione non può escludere l'unicità del disegno criminoso già riconosciuta dal giudice della cognizione senza fornire specifiche e significative ragioni: occorre motivazione adeguata e puntuale per discostarsi da accertamenti irrevocabili.
  • La mera distanza temporale o geografica, se non adeguatamente comprovata e spiegata, non è di per sé mezzo sufficiente per negare la continuazione: vanno valutati gli elementi sistematici (modus operandi, identità delle condotte, contesto temporale) complessivamente.
  • Il giudice dell'esecuzione non può fondare la propria decisione su circostanze di fatto contrarie a quanto accertato in sentenze irrevocabili; se ritiene che alcuni reati non rientrino nel medesimo disegno deve spiegare perché, con riferimento a specifici elementi probatori.
  • Errori formali nell'indicazione dell'autorità che ha emesso un provvedimento di cumulo non invalidano automaticamente la decisione se i provvedimenti e i fatti esaminati coincidono sostanzialmente con quelli oggetto della domanda.
  • In caso di accoglimento parziale del ricorso in Cassazione, il provvedimento può essere annullato limitatamente alla parte insufficiente e rinviato al giudice dell'esecuzione per nuovo esame sul punto specifico.

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