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Sentenza

Sentenza n. 658/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 2374 emessa in data 9 maggio 2024 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202502954

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti e condannato il Ministero al rimborso delle spese legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docenti precarie)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti, docenti a tempo determinato negli anni scolastici indicati, hanno chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 2374 del 9 maggio 2024. Tale sentenza aveva riconosciuto loro il diritto al beneficio economico di 500 euro per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, e aveva condannato il Ministero anche al rimborso delle spese legali. Le ricorrenti hanno dedotto che la pronuncia, passata in giudicato e notificata al Ministero, non era stata spontaneamente eseguita.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva contestato il mancato adempimento e che la sentenza del Tribunale di Milano era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero il 4 giugno 2024. Il Collegio ha ritenuto così integrate le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inadempimento è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, che potrà essere investito direttamente dal creditore dopo la scadenza del termine e dovrà provvedere nei successivi centoventi giorni. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in 1.000 euro, oltre accessori se dovuti, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    La disposizione è richiamata quale base normativa del beneficio economico di 500 euro annui, erogato mediante carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente.

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La disposizione individua il presupposto per l'azione di ottemperanza relativa all'esecuzione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997

    La disposizione è richiamata tra le condizioni ritenute soddisfatte per procedere all'esecuzione coattiva nei confronti dell'Amministrazione.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è fondata quando l'Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata all'Amministrazione stessa, purché risultino soddisfatte le ulteriori condizioni previste dalla legge.
  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertata inerzia dell'Amministrazione impone al giudice di ordinare l'esecuzione integrale del giudicato entro un termine determinato e consente la contestuale nomina di un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inadempimento.
  • Quando l'attività del commissario ad acta rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto un compenso specifico a carico delle parti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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