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Sentenza

Sentenza n. 40/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento - del Decreto -OMISSIS-, prot. n.-OMISSIS-, con cui la Questura di Palermo ha rigettato l'istanza per il rilascio del porto di fucile uso tiro a volo;

Giustizia amministrativa202400237

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del porto di fucile per uso tiro a volo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente porto d'armi)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente contestava il diniego fondato esclusivamente su una segnalazione amministrativa del 2013, ai sensi dell’art. 75 d.P.R. n. 309/1990, relativa alla detenzione per uso personale di una modica quantità di marijuana. Deduceva la violazione degli artt. 11, 35 e 43 T.U.L.P.S. e dell’art. 10-bis l. n. 241/1990, nonché difetto di istruttoria e di motivazione ed eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza, sproporzione e travisamento dei fatti. Sosteneva che l’episodio, isolato e risalente a circa dieci anni prima, non aveva dato luogo a procedimento penale, era stato seguito da una condotta irreprensibile, da stabile occupazione e dalla costituzione di un nucleo familiare; inoltre produceva documentazione medica e test tossicologici negativi. Contestava infine che l’art. 1, punto 5, del d.m. 28 aprile 1998 e il principio di massima precauzione imponessero un automatismo ostativo al rilascio del titolo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione. Ha ritenuto illegittimo il fatto che la Questura avesse attribuito efficacia automaticamente ostativa alla sola segnalazione del 2013. Un episodio isolato e risalente di detenzione o assunzione di stupefacenti non determina automaticamente l’inaffidabilità richiesta dall’art. 35, comma 7, T.U.L.P.S., soprattutto in assenza di ulteriori elementi negativi e a fronte di una condotta successiva regolare. L’Amministrazione avrebbe dovuto svolgere un’istruttoria completa e aggiornata e formulare un giudizio prognostico attuale e concreto sulla personalità e sull’affidabilità del richiedente, confrontandosi con gli elementi favorevoli da questi prodotti. Il richiamo generico al principio di massima precauzione non poteva sostituire tale valutazione individualizzata. Anche l’art. 1, punto 5, del d.m. 28 aprile 1998 non è stato interpretato come fonte di automatismo ostativo. L’annullamento lascia salva la facoltà della Questura di riesaminare la posizione mediante istruttoria completa e aggiornata. Le spese, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori se dovuti, sono state poste a carico dell’Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 11 T.U.L.P.S.

    Richiamato tra le disposizioni di cui il ricorrente deduceva la violazione nel contestare il diniego del titolo di polizia.

  • art. 35, comma 7, T.U.L.P.S.

    Richiede, per il rilascio del titolo, un giudizio di affidabilità e non consente di fondare automaticamente l’inaffidabilità su un unico episodio remoto, senza una valutazione attuale e concreta.

  • art. 43 T.U.L.P.S.

    Richiamato tra le disposizioni asseritamente violate dal provvedimento di diniego.

  • art. 10-bis l. n. 241/1990

    Disciplina il preavviso di rigetto, rispetto al quale il ricorrente aveva presentato osservazioni e documentazione.

  • art. 75 d.P.R. n. 309/1990

    La segnalazione amministrativa per detenzione di stupefacenti destinati all’uso personale costituisce un elemento valutabile, ma non comporta automaticamente il diniego del porto d’armi.

  • art. 1, punto 5, d.m. 28 aprile 1998

    assunzione “anche occasionale” di sostanze stupefacenti

    La previsione non impone un automatismo ostativo; deve essere applicata nell’ambito di una valutazione complessiva, attuale e concreta dell’affidabilità del richiedente.

  • art. 52 d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità.

  • Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente all’art. 52 d.lgs. n. 196/2003, ai fini dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento per il rilascio di un porto d’armi, una segnalazione amministrativa risalente per detenzione o assunzione di stupefacenti non determina automaticamente il difetto del requisito di affidabilità, quando l’episodio sia isolato, non abbia avuto seguito penale e non risultino ulteriori condotte negative.
  • L’Amministrazione competente al rilascio di un titolo di polizia deve svolgere un’istruttoria completa e aggiornata e formulare un giudizio prognostico attuale e concreto sull’affidabilità del richiedente, considerando anche la condotta successiva e gli elementi favorevoli documentati dall’interessato.
  • Il principio di massima precauzione nella materia delle armi non esonera l’Amministrazione dall’obbligo di motivare in modo individualizzato il diniego e non può sostituire la valutazione concreta della personalità del richiedente.
  • Una disposizione regolamentare che considera ostativa anche l’assunzione occasionale di stupefacenti non va interpretata come fonte di automatismo assoluto, ma deve essere coordinata con la necessità di una valutazione complessiva, ragionevole e proporzionata dell’affidabilità attuale.
  • L’annullamento del diniego per carenza di istruttoria e di valutazione attuale non comporta il rilascio automatico del porto d’armi, restando salva la facoltà dell’Amministrazione di riesaminare la domanda sulla base di un’istruttoria completa e aggiornata.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezza

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