Sentenza n. 4723/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento - Della comunicazione di rigetto espressa a mezzo e-mail alla ricorrente, recante la data del 7 NOVEMBRE 2024, n. prot. 44496 (allegata al n. 4 della produzione documentale) resa dal Direttore Generale del MINISTERO DELL''ISTRUZIONE E DEL MERITO - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione con la quale si è così disposto il rigetto della propria pratica di riconoscimento: “Per le motivazioni esposte in premessa, l’attestato formativo dell’istante, Sig.ra Riccardi Patrizia nata il 01/03/1971 a Catania ( CT ) – ITALIA, denominato, in lingua italiana, “Corso in assistenza alle necessità specifiche di sostegno educativo” rilasciato dall’Università “San Jorge” - Gruppo San Valero, Spagna, in collaborazione con la società privata SERCA e con il centro Piatel in data 31/12/2021, non può essere riconosciuto come titolo valido, in Italia, per l’insegnamento di sostegno in qualità di insegnante specializzato; pertanto, l’istanza prot. n. 14348 del 03/06/2022, come citata in premessa, è rigettata.”. - Di ogni altro atto ad esso connesso presupposto e consequenziale dal quale possa scaturire pregiudizio per l’odierna ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia, ai sensi dell'art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a., preso atto della dichiarazione della ricorrente e della mancata opposizione delle parti resistenti. Non è stata esaminata la legittimità del diniego ministeriale né il merito della domanda di riconoscimento del titolo estero. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: comunicazione di rigetto del riconoscimento di un attestato formativo conseguito in Spagna come titolo valido in Italia per l’insegnamento di sostegno
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva impugnato la comunicazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito che aveva rigettato l'istanza di riconoscimento di un attestato formativo rilasciato in Spagna dall'Università San Jorge - Gruppo San Valero, in collaborazione con soggetti privati, ritenendolo non valido in Italia per l'insegnamento di sostegno in qualità di insegnante specializzato. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha rinunciato al ricorso, avendo aderito ai percorsi INDIRE previsti dal decreto interministeriale n. 77/2025, previa rinuncia all'istanza di riconoscimento del titolo conseguito all'estero. La rinuncia è stata notificata alle parti resistenti nei termini previsti dall'art. 84 c.p.a.; queste non si sono opposte.
Norme richiamate
art. 84 c.p.a.
"le parti resistenti, cui la dichiarazione di rinuncia è stata notificata nei termini di cui all’art. 84 c.p.a., non si sono opposte"
La rinuncia al ricorso, ritualmente notificata alle parti, non incontrando opposizione, consente la definizione del giudizio per rinuncia.
art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.
"il ricorso deve essere dichiarato estinto per rinuncia"
La rinuncia al ricorso determina l'estinzione del giudizio, quando ne ricorrono i presupposti processuali.
Decreto interministeriale n. 77/2025
"percorsi “INDIRE” di cui al Decreto Interministeriale n. 77/2025"
È richiamato quale presupposto della sopravvenuta rinuncia all'istanza di riconoscimento e della conseguente perdita di interesse alla prosecuzione del giudizio.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso ritualmente notificata alle parti resistenti e non opposta consente al giudice amministrativo di dichiarare estinto il giudizio ai sensi dell’art. 35, comma 2, lett. c), c.p.a.
- Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e rinuncia al ricorso, il giudice non esamina nel merito la legittimità dell’atto impugnato.
- In caso di estinzione del giudizio per rinuncia, le spese possono essere compensate tra le parti secondo la valutazione del giudice.
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