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Sentenza

Sentenza n. 8429/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Questore della Provincia di Viterbo Cat. A12/Imm (n.30/2025) del 27 gennaio 2025, notificato in data 28 gennaio 2025, con il quale veniva rifiutata all’istante la conversione del suo permesso di soggiorno per lavoro da “lavoro stagionale” in “lavoro subordinato”.

Giustizia amministrativa202503851

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I TerSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Questore di Viterbo del 27 gennaio 2025, notificato il 28 gennaio 2025, con cui era stata rifiutata la conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia. L'istanza cautelare è stata accolta con ordinanza del 28 maggio 2025. Successivamente il ricorrente ha presentato una nuova istanza di conversione e, dopo la fissazione dell'appuntamento per i rilievi dattiloscopici, ha comunicato di avere ottenuto dall'Amministrazione il permesso di soggiorno per lavoro subordinato richiesto. Ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato aveva soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, facendo venir meno l'utilità concreta di una pronuncia sul diniego originariamente impugnato. Le spese di giudizio sono state compensate, con salvezza della rifusione del contributo unificato, se versato.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando il ricorrente dichiara, in ragione del soddisfacimento della propria pretesa, di non avere più interesse a una decisione di merito.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento insieme all'art. 35 c.p.a.; dal testo non emerge una specifica interpretazione ulteriore.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un diniego amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l'Amministrazione adotta un provvedimento successivo che soddisfa integralmente l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente e quest'ultimo dichiara di non avere più interesse alla decisione di merito.
  • La sopravvenuta carenza di interesse deve essere valutata con riferimento all'utilità concreta e attuale che il ricorrente potrebbe conseguire dalla pronuncia giudiziale; se tale utilità è venuta meno per effetto del soddisfacimento della pretesa, il giudice non procede all'esame dei motivi di ricorso.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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