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Sentenza

Sentenza n. 1887/2026 - Catania, Sezione 2

per l'annullamento: 1) della nota a firma del Responsabile dell’Area Urbanistica ed Edilizia Manutenzioni e Servizi Ambientali del Comune di San Marco d’Alunzio 22 dicembre 2025, prot. n. 16073, avente ad oggetto “risposta alla nota inviata dall’Avv. Calogero Drago prot. generale 0015122 del 26/11/2025 e prot. 3213 UTC del 28/11/2025, riguardante il pagamento IMU del terreno sito in località Screci, distinto in catasto al foglio di mappa n° 33-particella n°796”; 2) della nota a firma del Dirigente Generale del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione siciliana 27 gennaio 2026, prot. n. 1205, avente ad oggetto “COMUNE DI SAN MARCO D’ALUNZIO (ME) – Richiesta intervento poteri sostitutivi ex art. 48 L.R. n. 19/2020, per la riqualificazione dell’area sita in San Marco d’Alunzio (ME), località Screci, distinta in catasto al foglio di mappa 33 – particella 796, inserita in zona F1 del P.R.G. del Comune di San Marco D’Alunzio, approvato con D.A. n. 317 del 05/05/1993. Riscontro Pec Ditta Drago acquisita al DRU prot. n. 19808 del 29/12/2025.Conclusione procedimento”; 3) di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguenziale, anche di natura istruttoria, ivi compresa la nota del Comune prot. n. 763 del 23 gennaio 2026, mai comunicata e/o notificata.

Giustizia amministrativa202600409

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto comunale dell’istanza di rideterminazione urbanistica e archiviazione regionale della richiesta di esercizio dei poteri sostitutivi in relazione a un terreno classificato in zona F1

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un terreno di 3.940 mq classificato dal PRG in zona F1, destinata a spazi per attrezzature pubbliche di interesse generale e zone di riserva naturale, ha sostenuto che il vincolo fosse preordinato all’espropriazione e fosse quindi decaduto per decorso del quinquennio previsto dall’art. 9 d.P.R. 327/2001. Ha dedotto: 1) violazione e falsa applicazione dell’art. 9 d.P.R. 327/2001, per l’erronea qualificazione del vincolo come conformativo anziché espropriativo; 2) violazione dell’art. 9 d.P.R. 327/2001, degli artt. 3 e 6 l. 241/1990 e dell’art. 48 l.r. 19/2020, per carenza di istruttoria e difetto di motivazione della nota regionale, che avrebbe recepito acriticamente la posizione comunale senza autonoma istruttoria; 3) violazione dell’art. 10-bis l. 241/1990, per omessa comunicazione del preavviso di rigetto da parte del Comune.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha interpretato l’art. 39 delle NTA del PRG nel senso che la destinazione F1 non impone necessariamente un uso pubblico gratuito né la proprietà pubblica delle attrezzature, ma richiede che esse siano accessibili a una platea indifferenziata di utenti. È quindi compatibile con la destinazione F1 anche un’utilizzazione remunerativa, come un parcheggio a pagamento o una struttura sportiva a pagamento, purché l’accesso sia libero e non discriminatorio e non sia riservato esclusivamente al proprietario o a una cerchia chiusa. La previsione urbanistica costituisce esercizio del potere conformativo dello jus edificandi, non vincolo preordinato all’espropriazione: non determina lo svuotamento del diritto di proprietà e non è soggetta alla decadenza quinquennale dell’art. 9 d.P.R. 327/2001. Conseguentemente sono stati ritenuti infondati i primi due motivi. Anche la censura relativa all’omesso preavviso di rigetto è stata respinta: le determinazioni amministrative avevano natura vincolata e il loro contenuto non avrebbe potuto essere diverso, sicché trova applicazione l’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. Il ricorrente è stato condannato alle spese in favore di ciascuna amministrazione resistente, liquidate in euro 2.373,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 9 d.P.R. 327/2001

    La decadenza quinquennale riguarda i vincoli preordinati all’espropriazione; non si applica alle prescrizioni urbanistiche conformative dello jus edificandi.

  • art. 39 NTA del PRG

    le aree comprese in questa zona sono destinate ad attrezzature e servizi di interesse urbano e territoriale

    La destinazione F1 consente attrezzature rivolte a una platea indifferenziata e non richiede necessariamente uso pubblico gratuito o proprietà pubblica, purché sia esclusa la fruizione esclusiva o riservata.

  • art. 42 Cost.

    La conformazione dello jus edificandi può continuare a produrre effetti anche oltre il quinquennio, purché non introduca vincoli tali da escludere potenzialmente il diritto di proprietà nella sua interezza.

  • art. 3 l. 241/1990

    È stato invocato dal ricorrente con riferimento al difetto di motivazione; la censura è stata respinta in quanto la qualificazione del vincolo e le determinazioni amministrative sono state ritenute corrette.

  • art. 6 l. 241/1990

    È stato invocato dal ricorrente con riferimento alla carenza di istruttoria della nota regionale; la censura è stata respinta.

  • art. 48 l.r. 19/2020

    La richiesta di esercizio dei poteri sostitutivi regionali è stata legittimamente archiviata, poiché non sussisteva l’illegittimità della qualificazione comunale del vincolo.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    L’omissione del preavviso di rigetto non comporta annullamento quando, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato

    La violazione dell’art. 10-bis è irrilevante quando l’amministrazione non dispone di margini decisori e l’esito del procedimento sarebbe stato necessariamente identico.

Massime di principio

  • Una prescrizione urbanistica che destina un’area ad attrezzature e servizi di interesse generale ha natura conformativa, e non espropriativa, quando non impone necessariamente l’acquisizione pubblica del bene né un uso pubblico gratuito, ma disciplina lo jus edificandi consentendo al proprietario di realizzare attività rivolte a una platea indifferenziata anche dietro corrispettivo.
  • La destinazione urbanistica a servizi di interesse generale è compatibile con l’utilizzazione economica privata dell’area, purché le attrezzature siano accessibili liberamente e senza discriminazioni a una platea indifferenziata e non siano destinate alla fruizione esclusiva del proprietario o di una cerchia chiusa.
  • Il vincolo conformativo che non esclude potenzialmente il diritto di proprietà nella sua interezza continua a produrre effetti oltre il quinquennio e non è soggetto alla decadenza prevista per i vincoli preordinati all’espropriazione dall’art. 9 d.P.R. 327/2001.
  • L’omissione del preavviso di rigetto non determina l’annullabilità del provvedimento quando la decisione è vincolata e risulta palese che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieVincoli urbanisticiMotivazione del provvedimentoPartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaVizi formali non invalidanti

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