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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7254/2022 del 01/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ingellis propose ricorso per cassazione sostenendo la violazione dell'art. 384 c.p. e affermando che le false dichiarazioni rese ai Carabinieri il 13/03/2014 furono dettate dall'esigenza di salvare il figlio dall'immediato pericolo di incriminazione per guida in stato di ebbrezza. Contestò la valutazione della Corte territoriale che aveva escluso la causa di non punibilità ritenendo che la spontaneità della dichiarazione dimostrasse l'assenza di costrizione: secondo il ricorrente la dichiarazione fu resa subito dopo aver avuto conoscenza del tasso alcolemico del figlio e fu l'unica azione idonea a evitare il concreto pericolo di procedimento penale a suo carico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse erroneamente escluso la scriminante basandosi sulla sola spontaneità della dichiarazione, senza valutare il rapporto di derivazione immediata e inderogabile tra la condotta e la necessità di tutelare la libertà/onore del figlio. Dalla ricostruzione fattuale è emerso che Ingellis rese la falsa dichiarazione subito dopo aver appreso l'esito dell'accertamento sul tasso alcolemico del figlio e che tale dichiarazione era l'unico mezzo per evitare il concreto e attuale pericolo di incriminazione ai sensi dell'art. 186, comma 7, C.d.S. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio le sentenze impugnate per non punibilità del fatto.

Norme richiamate

  • art. 384 cod. pen.

    La causa di non punibilità richiede un rapporto di derivazione immediato e inderogabile tra il fatto commesso e l'esigenza di tutelare la libertà o l'onore; non è sufficiente un timore ipotetico. La spontaneità della condotta non esclude a priori la scriminante, che va valutata sulle circostanze concrete e sull'esistenza di un pericolo attuale, obiettivo e concretamente evitabile solo con la commissione del fatto.

  • art. 186, comma 7, Codice della Strada

    Norma del reato concretamente rischio per il quale il figlio sarebbe stato incriminato; utilizzata dalla Corte come parametro per verificare l'esistenza di un pericolo concreto e attuale alla libertà che giustificasse la condotta del ricorrente.

Massime di principio

  • Per invocare la causa di non punibilità prevista dall'art. 384 c.p. è necessario dimostrare un pericolo concreto, attuale e obiettivo alla libertà o all'onore, non un timore meramente ipotetico.
  • Deve esistere una consequenzialità immediata e inderogabile tra l'atto illecito commesso e la necessità di evitare il danno: se il danno poteva essere evitato con mezzi alternativi, la scriminante non opera.
  • La spontaneità della dichiarazione o l'assenza di convocazione da parte dell'autorità non escludono automaticamente la causa di non punibilità; rileva la situazione effettiva al momento dell'azione e la sua necessità rispetto al pericolo concreto.
  • Il giudice deve valutare fattualmente se la condotta era l'unico mezzo effettivo per evitare l'offesa da tutelare; l'accertamento deve fondarsi su circostanze oggettive e temporali (es. conoscenza dell'esito di accertamenti probatori).
  • In casi simili, la difesa dovrà documentare il carattere immediato e insostituibile dell'azione posta in essere per proteggere la libertà o l'onore di un terzo, mentre l'accusa dovrà provare l'esistenza di soluzioni alternative che avrebbero reso inutile la condotta illecita.

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