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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4958/2023 del 06/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di conferma delle condanne per usura (art. 644 c.p.) e riciclaggio (art. 648-bis c.p.) sollevando, in sintesi: 1) vizi di procedimento per la celebrazione del giudizio d'appello con il rito cartolare in regime di norme "emergenziali" (art. 23 D.L. cit., art. 179 c.p.p.), sostenendo che il processo sarebbe dovuto proseguire in forma ordinaria; 2) illegittima utilizzazione delle dichiarazioni spontanee rese da F. Carotenuto all'udienza di convalida (art. 513 c.p.p.), con riferimento alla rinuncia difensiva all'esame dell'imputato; 3) insufficiente o contraddittoria valutazione della prova in relazione alla sussistenza del reato di usura e alla attendibilità della persona offesa (criticando calcolo interessi e superamento soglia usura); 4) carenze nella motivazione circa il reato di riciclaggio (oggettivo e soggettivo), specie in relazione alla cointestazione dei conti con la madre autrice del reato presupposto; 5) vizio delle statuizioni di confisca ex art. 240-bis c.p.p., in particolare per omessa considerazione del criterio della ragionevolezza temporale e della sproporzione tra redditi e acquisti.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto i ricorsi fondati solo con riferimento alle statuizioni di confisca: ha annullato la parte relativa alla confisca e disposto il rinvio alla Corte territoriale per una nuova valutazione sulle misure patrimoniali, rilevando carenze motivazionali circa la sproporzione patrimoniale e l'applicazione del criterio temporale (es. data di acquisto immobile). Per il resto i ricorsi sono stati respinti: sono state confermate le condanne per usura e riciclaggio, ritenute correttamente motivate; è stata ritenuta corretta l'applicazione della disciplina "emergenziale" sul rito cartolare all'udienza celebrata e legittima l'acquisizione/lettura delle dichiarazioni ex art. 513 c.p.p.; la Corte ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione dei giudici di merito sul punto della credibilità della persona offesa e sull'elemento soggettivo del riciclaggio (bastando il dolo eventuale).

Norme richiamate

  • art. 23 D.L. n. 149/2020 (richiamato e raccordato con art. 23-bis L. 176/2020 e con altre disposizioni emergenziali)

    art. 23 D.L. n. 149/2020; art. 23-bis L. 176/2020

    La Corte interpreta che la disciplina emergenziale si applica in base alla data di celebrazione dell'udienza (non alla data di fissazione del processo) e che per ottenere la trattazione orale era necessaria una richiesta esplicita, formulata dal difensore nei termini previsti dalla norma

  • art. 179 cod. proc. pen.

    art. 179 c.p.p. (richiamato nei motivi relativi al rito)

    Rilevato nel quadro delle norme procedurali di fissazione/celebratione dell'udienza; la Corte ha valutato la compatibilità delle udienze con la disciplina emergenziale

  • art. 513 cod. proc. pen.

    La Corte conferma che, in caso di rifiuto o rinuncia dell'imputato a essere esaminato, è legittima la lettura dei verbali contenenti dichiarazioni rese in indagine e che tale lettura può essere svolta anche su iniziativa di altra parte processuale

  • art. 495, comma 4-bis cod. proc. pen.

    art. 495, comma 4-bis c.p.p.

    Una volta ammessa la prova, la sua disponibilità è collettiva nel contraddittorio; la prova ammessa non è esclusa dalla rinuncia di una delle parti

  • art. 644 cod. pen.

    Norma sostanziale applicata per l'accertamento del reato di usura; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano dato adeguata motivazione sulla credibilità della persona offesa e sul calcolo del superamento del tasso usurario

  • art. 648-bis cod. pen.

    Per il riciclaggio la Corte territoriale ha ritenuto provate operazioni idonee a dissimulare provenienza illecita dei fondi e ha ritenuto sufficiente il dolo eventuale per la responsabilità delle ricorrenti

  • art. 240-bis cod. pen.

    La confisca per sproporzione richiede motivazioni puntuali in ordine alla ragionevolezza temporale e alla sproporzione tra redditi e acquisti; la Corte di legittimità ha annullato la decisione su questo punto per carenza di adeguata valutazione

Massime di principio

  • Le norme "emergenziali" processuali (es. art. 23 D.L. e art. 23-bis L. 176/2020) si applicano in base alla disciplina vigente alla data di celebrazione dell'udienza; la determinazione del rito va valutata sul momento dell'udienza e non sulla data di fissazione originaria del processo
  • La richiesta di trattazione orale o la manifestazione di volontà dell'imputato di comparire deve essere esplicita e formale, di norma presentata per mezzo del difensore nei termini stabiliti dalla norma emergenziale
  • Le dichiarazioni spontanee rese in fase di indagine possono essere lette ai sensi dell'art. 513 c.p.p. anche se, in seguito, la difesa ha rinunciato all'esame dell'imputato; l'ammissione e la disponibilità probatoria non sono precluse dalla rinuncia di una parte
  • In sede di Cassazione il sindacato sulla valutazione di attendibilità della persona offesa e sulla valutazione probatoria è limitato: non è consentito sostituire la valutazione di merito con una diversa rilettura degli elementi, salvo carenze logico-motivazionali
  • Per il reato di riciclaggio sono rilevanti qualsiasi operazioni idonee a dissimulare la provenienza illecita (trasferimenti, investimenti, cessioni) e il dolo eventuale è sufficiente per la responsabilità
  • Le misure di confisca ex art. 240-bis richiedono una motivazione specifica su sproporzione e criterio temporale; omissioni o valutazioni superficiali su questi punti possono determinare l'annullamento e il rinvio per nuova valutazione

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