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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22379/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per concorso in corruzione propria nei confronti di Casassa. Le censure principali erano: nullità per mancata comunicazione al difensato del rinvio dell'udienza (presunta violazione dell'art. 23-bis d.l. n.137/2020), vizio di motivazione e violazione dell'art. 192 c.p.p. per presunta errata valutazione delle intercettazioni e degli elementi probatori, sostenendo che la verifica fiscale era ormai definita (pagamento avvenuto ad aprile 2018) e quindi mancava l'oggetto dell'atto contrario ai doveri d'ufficio; richiesta di ricondurre il fatto a diversa fattispecie (art. 346 comma 2 c.p. all'epoca vigente) per assenza di prova della promessa e del versamento integrale, violazione degli artt. 530 comma 2 e 533 c.p.p. per mancato accertamento oltre ogni ragionevole dubbio, e censura per non aver riconosciuto le attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto la nullità di specie intermedia sanata per tardività poiché l'omissione non era stata dedotta in appello e il difensore non aveva sollevato il vizio; sul piano sostanziale ha dichiarato inammissibili gli altri motivi perché riproponevano censure di merito non coerenti con i limiti di prospettabilità in Cassazione, o perché aspecifici. La Corte ha confermato la ricostruzione fattuale dell'appello: Casassa ha operato da intermediario per la consegna/ promessa di somme (5.000 euro versati in acconto e complessivamente 12.000 evocati) e di una macchina fotografica a favore del funzionario Generoso Biondi per attenuare/ritardare l'azione di verifica fiscale sulla Prandelli S.r.l.; ha valorizzato dichiarazioni auto- ed etero-accusatorie, intercettazioni, contiguità dell'imputato con il Biondi e la rilevanza di altre posizioni fiscalmente coinvolte. Ha inoltre ritenuto corretta la qualificazione giuridica data dalla Corte territoriale e legittima la mancata concessione delle attenuanti atipiche in ragione della personalità negativa e dei collegamenti con la criminalità organizzata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese (e ogni altra statuizione di rito).

Norme richiamate

  • art. 23-bis d.l. n. 137 del 2020

    Riferita alla disciplina emergenziale sulle modalità di trattazione cartolare e sui rinvii d'udienza; la Corte ha ritenuto che l'omessa comunicazione all'imputato costituisse nullità sanabile se non tempestivamente dedotta.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Invocato come parametro per la motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte territoriale adeguata e sufficiente a sostenere la condanna, escludendo il vizio prospettato.

  • artt. 530 comma 2 e 533 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione al principio di assoluzione in caso di insufficienza probatoria; la Corte ha ritenuto infondata la censura in quanto la valutazione probatoria era ambito di merito non sindacabile in Cassazione ove non vi siano errori di diritto.

  • art. 180 e art. 182 comma 2 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione ai termini e modalità per la deduzione delle nullità processuali; la Corte ha sottolineato che la nullità intermedia non dedotta in appello è sanata.

  • art. 346 cod. pen. (alla data dei fatti)

    Il ricorrente ne invocava l'applicazione come fattispecie meno grave; la Corte ha ritenuto la qualificazione adottata dai giudici di merito corretta alla luce degli elementi probatori.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Citato nella motivazione di merito in riferimento al dissequestro dell'azienda subordinato a chiarimenti e definizioni fiscali, fattore ritenuto rilevante nello sfondo della vicenda corruttiva.

  • art. 616 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato per le pronunce conseguenti all'inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto le statuizioni di rito previste dall'articolo.

Massime di principio

  • Le nullità processuali di natura intermedia devono essere dedotte nel corso del grado in cui sono rilevabili; se eccepite per la prima volta in Cassazione possono essere considerate sanate quando il termine/processo previsto per proporle è già trascorso.
  • In Cassazione non è consentito rinnovare in via generale censure di merito o una nuova valutazione delle prove: le doglianze devono prospettare errori di diritto o violazioni procedurali specifiche per essere ammissibili.
  • Le intercettazioni, le dichiarazioni auto- o etero-accusatorie e gli elementi di contiguità tra soggetti possono essere valutati congiuntamente per fondare la responsabilità, purché la motivazione dimostri la coerenza logica tra i fatti e la qualificazione giuridica.
  • La definizione amministrativa o il pagamento successivo di posizioni fiscali non esclude automaticamente la configurabilità del reato di corruzione se risulta che le dazioni sono collegate a condotte svolte durante l'iter della verifica e finalizzate ad influenzarne l'esito o la tempestività.
  • La richiesta di riclassificazione del fatto in una fattispecie meno grave è tipicamente una questione di merito che va affrontata nelle fasi di merito; sollevarla in Cassazione senza specifici profili di diritto è generalmente inammissibile.
  • Il mancato riconoscimento delle attenuanti può essere giustificato da elementi concreti riguardanti la personalità del reo (precedenti, legami con contesti criminali) e la gravità del comportamento, se adeguatamente motivato.

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