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Sentenza

Sentenza n. 12683/2026 - Roma, Sezione 3T

Giustizia amministrativa202515389

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III-terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza del Ministero al giudicato formatosi sulla sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’inottemperanza dell’Amministrazione e l’adozione delle misure necessarie per conformarsi alla sentenza n. 472/2025 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata il 27 marzo 2025. Il ricorso è stato fondato sull’omessa esecuzione del titolo giudiziale da parte del Ministero. Il giudice ha rilevato che l’Amministrazione, pur costituita, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia civile.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha precisato che, ai sensi dell’art. 112, comma 2, c.p.a., l’ottemperanza può essere proposta per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato. Quando il titolo da eseguire è una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo: è limitato all’accertamento di comportamenti omissivi o elusivi e non consente nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. In assenza di chiarimenti dell’Amministrazione sull’adempimento, il TAR ha ritenuto sussistente l’inottemperanza e ha condannato il Ministero a dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per il caso di ulteriore inadempimento, ha nominato commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, assegnandogli 90 giorni decorrenti dalla scadenza del termine concesso all’Amministrazione. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 800 euro oltre accessori per le spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    l’azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato

    La disposizione consente di promuovere il giudizio di ottemperanza anche per ottenere l’esecuzione di sentenze passate in giudicato del giudice ordinario nei confronti dell’amministrazione.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l’attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l’adempimento dell’obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato.
  • Quando il giudicato da eseguire deriva da una sentenza del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha natura meramente esecutiva ed è limitato all’accertamento di comportamenti omissivi o elusivi dell’amministrazione, senza consentire nuovi accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, qualora il ricorrente alleghi l’inadempimento dell’amministrazione e quest’ultima non fornisca chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione del giudicato, il giudice può accertare l’inottemperanza e ordinare all’amministrazione di provvedere.
  • In caso di persistente inadempimento dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, assegnandogli un termine per l’esecuzione sostitutiva del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaRiparto di giurisdizione nel pubblico impiego
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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