Cassazione Penale, Sentenza n. 46008/2023 del 15/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Istanza volta a ottenere l'applicazione della disciplina del reato continuato con riguardo a due sentenze irrevocabili: 1) Corte di assise d'appello di Napoli del 2/11/2011 (irrevocabile 17/03/2012) per omicidio e ricettazione commessi a Solopaca il 30/07/2003; 2) Corte di appello di Napoli del 19/11/2010 (irrevocabile 05/03/2011) per tentata estorsione aggravata commessa a San Salvatore Telesino nell'estate del 2004. Il ricorrente sosteneva che l'omicidio fosse finalizzato all'assunzione dell'egemonia territoriale e che la tentata estorsione rientrasse nel medesimo progetto criminoso già ideato al momento dell'omicidio
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la Corte di assise d'appello di Napoli, giudice dell'esecuzione, ha motivatamente escluso l'unicità del disegno criminoso tra i due reati perché la tentata estorsione del 2004 risultava ideata e organizzata successivamente e non era rappresentata, neppure in via ipotetica, al momento dell'omicidio del 2003. La decisione del giudice di merito è stata ritenuta valutazione di fatto insindacabile in cassazione quando adeguatamente motivata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali
Norme richiamate
Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, Di Maria, Rv. 243632
Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008, dep. 2009, Di Maria, Rv. 243632
Per la continuazione è necessaria l'anticipata e unitaria ideazione delle violazioni, verificabile tramite indici esteriori significativi che dimostrino il progetto criminoso
Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015, Bottari, Rv. 267596
Sez. 1, n. 37555 del 13/11/2015, dep. 2016, Bottari, Rv. 267596
Non è sufficiente un programma delinquenziale meramente generico: occorre che, fin dal primo episodio, i successivi siano individuati almeno nelle loro connotazioni fondamentali
Sez. 6, n. 44214 del 24/10/2012, Natali e altro, Rv. 254793
Sez. 6, n. 44214 del 24/10/2012, Natali e altro, Rv. 254793
La contiguità spazio-temporale e il nesso funzionale non bastano se emergono l'occasionalità e la mancata preventiva programmazione dei reati successivi
Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010, Marigliano, Rv. 248862
Sez. 2, n. 40123 del 22/10/2010, Marigliano, Rv. 248862
La recidiva o l'abitualità a delinquere non sostituiscono l'elemento intellettivo caratteristico della continuazione: serve l'unità di ideazione
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074 (Sezioni Unite)
Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074
Per riconoscere la continuazione occorre una verifica approfondita di indicatori concreti (omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità) e la programmazione dei reati successivi almeno nelle linee essenziali
Sez. 1, n. 23818 del 22/06/2020, Toscano, Rv. 279430
Sez. 1, n. 23818 del 22/06/2020, Toscano, Rv. 279430
Non va automatico riconosciuta la continuazione tra reato associativo e reati commessi nell'ambito associativo senza verifica che i reati fine fossero programmati all'ingresso nel sodalizio
Sez. 6, n. 4680 del 20/01/2021, Raiano, Rv. 280595 - 01
Sez. 6, n. 4680 del 20/01/2021, Raiano, Rv. 280595 - 01
Non configurabile continuazione tra reato associativo e reati fine non programmabili 'ab origine' perché legati a circostanze contingenti e occasionali
Massime di principio
- La continuazione richiede una preventiva unitaria ideazione delle condotte: non è sufficiente la mera contiguità temporale o funzionale
- Deve emergere, già al momento del primo reato, la previsione almeno nelle linee essenziali dei reati successivi; programmi generici non bastano
- La valutazione dell'unicità del disegno criminoso è fondata su indici concreti (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità) e resta essenzialmente di merito
- La semplice appartenenza ad un contesto associativo o l'abitualità delinquenziale non implicano automaticamente la continuazione
- Nei casi dubbio, il beneficio della continuazione non può essere riconosciuto senza una motivazione chiara che dimostri la programmazione preventiva dei reati
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