Sentenza del 12/04/2021 n. 473 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Classamento catastale - cava di ghiaia - motivazione - indicazione dei presupposti di fatto non contestati - è sufficiente. Cava di ghiaia accatastamento - catasto edilizio urbano - rientra. Cava di ghiaia - attribuzione di rendita - meccanismo imposto - è tale - discrezionalità dell'amministrazione - non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'accertamento/avviso di classamento e di attribuzione di rendita catastale della cava di ghiaia; contestazione della motivazione dell'avviso, della qualificazione dell'area come agricola o meno e del meccanismo di determinazione della rendita (in particolare del saggio di capitalizzazione).
La decisione
Il giudice ha ritenuto che: 1) ai fini dell'avviso emesso secondo l'art. 2 d.l. 16/93 l'obbligo motivazionale è assolto dalla mera indicazione dei dati oggettivi del cespite e della classe attribuita quando gli elementi di fatto forniti dal contribuente non siano stati disattesi o contestati dall'Ufficio; 2) un'area adibita a cava di ghiaia non può essere qualificata come agricola poiché riconducibile a un'attività esclusivamente industriale, e pertanto deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita (non è ammessa l'esclusione dal censimento); 3) il saggio di capitalizzazione utilizzato per la determinazione della rendita catastale è stabilito in modo uniforme e autoritativo per ciascun gruppo di categorie e non può essere modificato dall'Amministrazione nell'esercizio della discrezionalità; la scelta del saggio non può essere condizionata da eventuali proposte del contribuente.
Norme richiamate
art. 2, d.l. 16/1993
la procedura prevista può essere utilizzata dall'Amministrazione per l'accertamento catastale; l'avviso emesso in base a tale procedura soddisfa l'obbligo motivazionale con la sola indicazione dei dati oggettivi e della classe, quando i fatti dichiarati dal contribuente non siano stati contestati dall'Ufficio.
catasto edilizio urbano
le aree adibite a cava di ghiaia, essendo destinate a attività industriale, devono essere censite nel catasto edilizio urbano e non possono essere escluse dal censimento né qualificarsi come terreni agricoli privi di rendita.
principio del saggio di capitalizzazione per la determinazione della rendita catastale
il saggio di capitalizzazione è determinato in modo uniforme e autoritativo per i gruppi di categorie catastali e non è demandato alla discrezionalità dell'Amministrazione nella singola attribuzione di rendita; l'Amministrazione non può modificare tale saggio né lasciarsi vincolare da proposte del contribuente.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione usa la procedura di cui all'art. 2 d.l. 16/93, l'avviso non necessita di una motivazione ricca se i fatti rilevanti posti dal contribuente non sono stati contestati: è sufficiente indicare i dati oggettivi del bene e la classe attribuita.
- Un'area utilizzata come cava di ghiaia si qualifica come bene con destinazione industriale e va iscritta nel catasto edilizio urbano; non è ammissibile escluderla dal censimento facendo leva sulla qualifica agricola.
- Il saggio di capitalizzazione è un parametro uniforme e autoritativo per la determinazione della rendita catastale e non può essere variato dall'Amministrazione nell'ambito del singolo procedimento di attribuzione di rendita.
- In contestazioni catastali è cruciale verificare se l'Ufficio abbia effettivamente contestato i fatti posti dal contribuente: se non li contesta, la richiesta di motivazione più ampia può essere insufficiente.
- Se si contesta l'iscrizione o la rendita di una cava, il contribuente dovrebbe concentrarsi su prove che dimostrino la contestazione formale da parte dell'Ufficio sui fatti materiali; altrimenti l'accertamento basato su dati oggettivi e classi prefissate è solido.
- La discrezionalità amministrativa è limitata su parametri tecnici stabiliti a livello centrale (es. saggio di capitalizzazione); le contestazioni devono mirare a vizi procedurali o a errori di fatto, non a pretendere la modifica di parametri uniformi.
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