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Sentenza

Sentenza n. 16525/2026 - Roma, Sezione 2T

Giustizia amministrativa202404739

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024, recante una ricognizione delle postazioni di commercio su aree pubbliche e la loro compatibilità, nonché nota istruttoria della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’annullamento della deliberazione municipale n. 4 del 25 gennaio 2024, nella parte in cui riteneva applicabile alle postazioni di commercio su aree pubbliche la disciplina dell’art. 11, comma 6, della legge n. 214/2023, relativa alla messa a bando e alla proroga dei titoli esistenti fino al 31 dicembre 2025, e nella parte in cui ricogniva i posteggi indicando le soste ritenute incompatibili. Ha inoltre impugnato la nota della Direzione Mercati e Commercio su Suolo Pubblico del 2 gennaio 2024. Il testo non specifica ulteriori censure di legittimità dedotte dalla ricorrente.

La decisione

Il TAR ha accolto l’eccezione di inammissibilità per carenza di interesse e ha dichiarato inammissibile il ricorso. Le parti censurate della deliberazione n. 4/2024 hanno natura endoprocedimentale e funzione preparatoria: la ricognizione costituiva una base istruttoria per la successiva approvazione del Piano municipale del commercio, poi adottato con deliberazione n. 34/2025, che non era stata impugnata. La ricognizione non aveva prodotto effetti immediatamente lesivi, anche perché dopo la sua approvazione l’amministrazione aveva riesaminato le postazioni incompatibili e attivato un procedimento partecipativo con organizzazioni sindacali e operatori per formulare progetti di ottimizzazione. Gli atti endoprocedimentali sono immediatamente impugnabili solo quando abbiano natura conclusiva e provvedimentale; se producono effetti interinali e instabili, devono essere contestati insieme all’atto finale. Spese compensate per la peculiarità della controversia e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 6, l. 214/2023

    La deliberazione del Consiglio del Municipio Roma I Centro n. 4 del 25 gennaio 2024 – prot. CA/14193 del 25/01/2024, posta in pubblicazione all’Albo Pretorio di Roma Capitale dal 26 gennaio al 9 febbraio 2024, avente ad oggetto “Approvazione del Piano Municipale del Commercio su Aree Pubbliche 2023”;

    Il giudice menziona la disciplina invocata dalla ricorrente, ma non ne interpreta il contenuto né la applica per decidere l’ammissibilità; la questione è risolta in base alla natura endoprocedimentale e non immediatamente lesiva dell’atto.

Massime di principio

  • Gli atti endoprocedimentali devono essere impugnati immediatamente soltanto quando abbiano natura conclusiva e provvedimentale e siano idonei a produrre una lesione attuale; quando i loro effetti sono instabili e interinali, vanno contestati unitamente al provvedimento finale.
  • Una ricognizione istruttoria che costituisce la base per la successiva approvazione di un piano e che è seguita da ulteriori verifiche e da un procedimento partecipativo non è immediatamente lesiva; l’impugnazione proposta prima dell’atto conclusivo è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di vendita
RamiCommercio e attività produttive
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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