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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11773/2024 del 20/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado per il reato previsto dall'art. 642, comma 2, c.p. Nel ricorso sono stati prodotti: la remissione di querela con rituale accettazione, con domanda di annullamento senza rinvio della sentenza impugnata; in via subordinata, richiesta di proscioglimento ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p. Sono inoltre dedotti vizi di motivazione e violazioni di legge per mancata assunzione di prove documentali e per omessa valutazione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si è estinto per remissione di querela (art. 152 c.p.). Ha rilevato che la querela è stata ritualmente rimessa e la remissione è stata ritualmente accettata, sussistendo quindi tutti gli elementi della fattispecie estintiva. Per effetto di ciò non si è proceduto all'esame dei motivi sostanziali e delle richieste di proscioglimento, poiché la remissione fa venir meno la condizione di procedibilità e ha efficacia pregiudiziale rispetto ad altre cause di proscioglimento. Le spese del procedimento sono state poste a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p. Sentenza decisa il 22/02/2024.

Norme richiamate

  • art. 152 cod. pen.

    La remissione di querela, se validamente proposta e accettata, estingue il reato; la Corte ha ritenuto presenti tutti gli elementi costitutivi della fattispecie estintiva.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come strada alternativa per il proscioglimento; la Corte ha però escluso la possibilità di esaminare tale causa di proscioglimento poiché la remissione di querela elimina la condizione di procedibilità e ha effetto pregiudiziale.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per disporre che le spese del procedimento restano a carico del querelato.

  • Precedente: Sez. 5, sent. n. 21874 del 20/03/2014 (Salmeri)

    Richiamato per il principio che la declaratoria di estinzione del reato per remissione di querela accettata ha carattere pregiudiziale rispetto alle formule di proscioglimento riferibili ad altre cause; anche se sopravviene la prescrizione, la remissione accettata determina l'annullamento senza rinvio.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se proposta in modo formale e accettata dal querelato, estingue il reato e legittima l'annullamento della sentenza senza rinvio: in presenza di remissione accettata non si procede all'esame sul merito della responsabilità.
  • La remissione di querela ha carattere pregiudiziale rispetto ad altre cause di proscioglimento: quando la condizione di procedibilità viene meno, i giudici non possono entrare nel merito di questioni che presuppongono la procedibilità dell'azione penale.
  • Le spese processuali possono essere ordinate a carico del querelato anche se il reato è estinto per remissione, nei limiti indicati dall'art. 340, comma 4, c.p.p.; occorre valutare le concrete determinazioni del giudice in materia di spese.
  • Chi intende avvalersi della remissione di querela deve accertarsi che la stessa sia 'ritualmente' formulata e che vi sia una accettazione espressa da parte del querelato: l'efficacia estintiva dipende dalla correttezza formale e dalla prova dell'accettazione.
  • Se non è intervenuta una remissione accettata, i difensori devono invece perseguire i rimedi ordinari (es. contestazione delle prove, richieste di acquisizione documentale, deduzioni ai sensi dell'art. 129 c.p.p. ove rilevante); le strategie difensive cambiano radicalmente in presenza di remissione accettata.

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