Sentenza del 13/12/2017 n. 29875 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
I contribuenti avevano impugnato un fermo amministrativo ex art. 86 del D.P.R. n. 602/1973, emesso per cinque cartelle di pagamento del valore complessivo di circa 9.912,01 euro, oltre interessi e sanzioni. Per tre cartelle sostenevano di aver aderito alla definizione agevolata prevista dall’art. 12 della L. n. 289/2002, pagando l’80% dell’importo richiesto; per le altre due contestavano la mancata notifica e la prescrizione del credito. La CTP aveva respinto il ricorso, mentre la CTR aveva ritenuto perfezionata la definizione agevolata. L’Agenzia delle Entrate ha impugnato tale decisione sostenendo che il mancato pagamento entro il termine previsto rendeva inefficace il condono.
La decisione
La Corte di cassazione non ha deciso nel merito la questione relativa all’efficacia della precedente definizione agevolata. Ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché i contribuenti avevano aderito alla nuova definizione agevolata prevista dall’art. 6 del D.L. n. 193/2016 e l’Agenzia delle Entrate aveva comunicato il perfezionamento della procedura per le cartelle oggetto della controversia. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
D.P.R. n. 602/1973, art. 86
Disciplina il fermo amministrativo dei beni mobili registrati quale misura cautelare a garanzia della riscossione di somme iscritte a ruolo.
L. n. 289/2002, art. 12
Definizione dei carichi di ruolo pregressi
Prevedeva una definizione agevolata dei carichi iscritti a ruolo mediante il pagamento della percentuale stabilita dalla legge entro i termini previsti. Nel giudizio era controverso se il mancato pagamento tempestivo rendesse inefficace la definizione.
D.L. n. 193/2016, art. 6
Ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione. Il perfezionamento della procedura per le cartelle controverse ha determinato la cessazione della materia del contendere.
Art. 360 c.p.c., n. 3
Consente di denunciare in cassazione la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; era la base del ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
Massime di principio
- Quando, durante un giudizio tributario, il debito oggetto della controversia viene definito mediante una procedura agevolata successiva e tale definizione si perfeziona, può venir meno l’interesse alla decisione: il processo può essere dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere.
- L’adesione a una definizione agevolata non produce automaticamente effetti favorevoli: occorre verificare il rispetto dei requisiti, delle scadenze e dei pagamenti previsti dalla specifica normativa.
- Il perfezionamento della definizione agevolata può rendere non più necessario decidere le contestazioni originarie relative alla validità delle cartelle o del fermo amministrativo, ma non implica necessariamente che il contribuente abbia avuto ragione su tali contestazioni.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando l’estinzione dipende da una definizione agevolata sopravvenuta e vi sono giusti motivi per non addossare le spese interamente a una sola parte.
- L’estinzione per cessazione della materia del contendere non equivale a una pronuncia di merito sulla correttezza della precedente decisione della CTR: la Corte prende atto che, per effetto di fatti sopravvenuti, non vi è più una controversia concreta da decidere.
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