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Sentenza

Sentenza n. 403/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - della Comunicazione del Comune di Taranto del 24 febbraio 2021, avente a oggetto: “Ordinanza Sindacale n. 15 del 27.02.2020 - rischio sanitario derivante dalla produzione dello stabilimento siderurgico ex Ilva – Arcelor Mittal di Taranto - emissioni in atmosfera dovute ad anomalie impiantistiche – Ordinanza di eliminazione del rischio e, in via conseguente, di sospensione delle attività. Richiesta cronoprogramma attività”; - nonché, di ogni ulteriore atto presupposto, connesso e conseguente, ancorché non conosciuto, e con riserva di motivi aggiunti.

Giustizia amministrativa202100720

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Comunicazione del Comune di Taranto del 24 febbraio 2021, relativa alla richiesta di un cronoprogramma per l'eliminazione del rischio sanitario e alla conseguente sospensione delle attività dello stabilimento siderurgico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la comunicazione comunale e gli atti presupposti, connessi e conseguenti, deducendo violazione dell'art. 1 l. 241/1990; eccesso di potere per difetto di istruttoria e manifesta ingiustizia; illegittimità derivata dall'illegittimità dell'ordinanza sindacale n. 15 del 2020; violazione degli artt. 1 e seguenti del d.lgs. 155/2010 e degli artt. 3-ter e 301 del d.lgs. 152/2006, nonché travisamento, illogicità e difetto di motivazione; ulteriore eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, a seguito dell'annullamento dell'ordinanza sindacale presupposta da parte del Consiglio di Stato con sentenza n. 4802/2021.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di legittimità dedotti. Ha ritenuto che, in applicazione del principio dispositivo, l'espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse alla decisione impedisse al giudice di procedere all'esame del merito o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 1 l. 241/1990

    Invocato dalla ricorrente quale parametro di legittimità dell'azione amministrativa; il motivo non è stato esaminato per l'improcedibilità del ricorso.

  • artt. 1 e ss. d.lgs. 155/2010

    Invocati dalla ricorrente in materia di qualità dell'aria; i relativi motivi non sono stati esaminati.

  • art. 3-ter d.lgs. 152/2006

    Invocato dalla ricorrente quale parametro ambientale; il relativo motivo non è stato esaminato.

  • art. 301 d.lgs. 152/2006

    Invocato dalla ricorrente in relazione alla tutela ambientale e sanitaria; il relativo motivo non è stato esaminato.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse e non può procedere d'ufficio all'esame del merito.
  • Il principio dispositivo impedisce al giudice amministrativo di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell'interesse ad agire e impone di rispettare la volontà processuale della parte che rinuncia alla decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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