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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23938/2024 del 17/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 19/01/2023 della Corte d'Appello di Catania che, in parziale riforma del rito abbreviato del G.U.P. di Catania, aveva rideterminato la pena in favore del FARACI per la violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale (divieto di uscire di casa prima delle 6:00 e di rincasare dopo le 21:00). Il ricorrente proponeva ricorso per cassazione fondato su due motivi: (1) nullità del verbale di elezione di domicilio e degli atti derivati per mancata sottoscrizione da parte dell'imputato; (2) vizio di motivazione ai sensi dell'art. 533, comma 1, c.p.p., sostenendo che la Corte territoriale non avesse adeguatamente spiegato perché non ritenesse credibile la versione difensiva relativa alla presenza dell'imputato al momento del controllo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che la mancata sottoscrizione del verbale di elezione di domicilio ne determini automaticamente la nullità: la giurisprudenza prevalente ammette la validità dell'atto a meno che non risulti un rifiuto motivato dell'interessato o una discordanza specifica tra verbale e dichiarazioni. Sul secondo motivo ha ritenuto le doglianze assertive e aspecifiche: la difesa non ha confutato le ragioni concrete addotte dalla Corte d'appello (ripetuti controlli degli agenti, uso di segnali acustici e luminosi, ingresso nello stabile senza trovare l'imputato, versioni difformi rese in tempi diversi), e dunque non è emerso un vizio di motivazione manifestamente illogico. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare in favore della Cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 75, comma 2

    art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011

    Norma richiamata per identificare il reato contestato: violazione delle prescrizioni connesse alla misura di prevenzione (sorveglianza speciale). La Corte l'ha applicata per qualificare la condotta dell'imputato.

  • codice di procedura penale, art. 533, comma 1

    art. 533, comma 1, c.p.p.

    Richiama l'obbligo di motivazione della decisione di merito; la Cassazione valuta se la Corte territoriale abbia dato spiegazioni logiche e congrue sulle ragioni per cui ha ritenuto non attendibile la versione difensiva.

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137

    Autorizza la presentazione della requisitoria in forma scritta nelle modalità adottate dal Procuratore generale per la causa, e la Corte ha preso atto della requisitoria scritta che ha chiesto l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La mancata sottoscrizione da parte dell'imputato di un verbale di elezione di domicilio non determina automaticamente la nullità: occorre dimostrare un rifiuto motivato o una discordanza specifica tra quanto verbalizzato e le dichiarazioni rese.
  • Per ottenere la cassazione per vizio di motivazione è necessario indicare in modo concreto e specifico le illogicità o le lacune della motivazione della Corte territoriale; mere affermazioni di incredulità non sono sufficienti.
  • Le corti di merito possono valutare la credibilità sulla base di elementi fattuali concreti (ripetuti controlli, segnali acustici/visivi, inconsistenze nelle versioni difensive rese in tempi diversi); spiegazioni fornite tardivamente o contraddittorie sono deboli ai fini della prova.
  • Chi impugna deve confrontarsi puntualmente con gli argomenti motivazionali esposti dalla sentenza impugnata, indicando errori di fatto o di diritto ben circostanziati; altrimenti il ricorso rischia di essere dichiarato inammissibile o manifestamente infondato.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanna alle spese e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle ammende, se non ricorrono ipotesi di esonero.

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