Ordinanza n. 4356/2026 - Roma, Sezione 3B
per la nomina di commissario ad acta in relazione alla sentenza n. 12427/2019 del TAR del Lazio – sede di Roma, Sez. IIIbis, emessa in data 22.10.2019, pubblicata in data 29.10.2019, nel procedimento n. 6648/2019 RG, avente ad oggetto: “la mancata adozione di provvedimento in ordine alla istanza di riconoscimento di abilitazione all’insegnamento conseguita in Romania, concretizzatosi in silenzio inadempimento da parte dell’Amministrazione resistente, che non ha ritenuto di dover provvedere entro il termine di 120 giorni dalla presentazione delle medesime istanze”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia nell'esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 12427/2019 e persistente inerzia del commissario ad acta nominato per l'esecuzione
Esito
La controversia
La ricorrente ha chiesto di accertare l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito all'obbligo di dare esecuzione alla sentenza del TAR Lazio n. 12427/2019, relativa alla mancata adozione di un provvedimento sull'istanza di riconoscimento di un'abilitazione all'insegnamento conseguita in Romania. Ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta. Il TAR ha rilevato che il contenuto della richiesta era già stato espresso nella precedente pronuncia, sicché una riedizione del giudizio sarebbe stata inammissibile. L'istanza è stata quindi riqualificata come reclamo avverso l'inadempimento dell'Amministrazione al dictum giudiziale, tenuto conto della persistente inerzia sia dell'Amministrazione sia del commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha riqualificato la domanda come reclamo nell'ambito dell'esecuzione del giudicato, escludendo la possibilità di rieditare il giudizio già definito dalla sentenza n. 12427/2019. Rilevata la persistente inerzia dell'Amministrazione e del commissario ad acta, ha sollecitato quest'ultimo a porre in essere tutte le attività necessarie alla definitiva e regolare esecuzione della sentenza, eventualmente sostituendosi alle Amministrazioni inadempienti, entro sessanta giorni dalla pubblicazione o dalla notificazione dell'ordinanza, se antecedente. In caso di ulteriore inerzia, il commissario è stato convocato a una successiva camera di consiglio per riferire sugli adempimenti compiuti e sui relativi esiti. L'ordinanza non definisce nuovamente nel merito la pretesa al riconoscimento dell'abilitazione, ma dispone misure nell'ambito dell'esecuzione della precedente sentenza.
Massime di principio
- Quando una parte chiede nuovamente di ottenere il contenuto già riconosciuto da una precedente sentenza, la domanda non può essere trattata come riedizione del giudizio di merito; se deduce l'inerzia nell'attuazione del dictum giudiziale, deve essere riqualificata come reclamo nell'ambito dell'ottemperanza.
- In presenza di persistente inerzia dell'Amministrazione e del commissario ad acta, il giudice dell'ottemperanza può sollecitare il commissario a compiere e concludere tutte le attività necessarie all'esecuzione del giudicato, anche mediante sostituzione alle Amministrazioni inadempienti, fissando un termine e prevedendo la convocazione del commissario per riferire sugli adempimenti svolti.
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