Cassazione Penale, Sentenza n. 20910/2023 del 16/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso mirava alla revisione della condanna per usura inflitta con sentenza irrevocabile della Corte d'appello di L'Aquila (05/04/2019). Tre censure principali: 1) vizio di motivazione sulla sussistenza e l'ammontare del debito di Leontino D'Ilio verso Di Renzo, sostenendo che il debito derivasse da consumazioni non pagate al night club Taix per oltre €8.000; 2) vizio di motivazione circa la situazione economica della persona offesa (D'Ilio), contestando la valutazione che lo qualificasse in difficoltà economica e dunque bisognoso di un prestito; 3) vizio di motivazione sulla credibilità e rilevanza delle dichiarazioni di Stefania Dumitrache, presentate come "prova nuova" in sede di indagine difensiva e ritenute decisive dal ricorrente per dimostrare l'errore della sentenza impugnata (in particolare l'esistenza di un ingente debito per consumazioni e le dazioni di denaro tra D'Ilio e Dumitrache).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i primi due motivi costituissero mera richiesta di diversa valutazione del compendio probatorio già esaminato nei precedenti gradi (censura non consentita in sede di legittimità e di revisione, ai sensi dell'art. 637, comma 3, c.p.p.). Quanto al terzo motivo, la presunta "prova nuova" (dichiarazioni di Dumitrache) è stata valutata come radicalmente inattendibile e caratterizzata da spirito di rivalsa, e comunque non idonea a sovvertire il quadro probatorio che aveva già portato alla conferma della condanna. Per questi motivi il ricorso è stato respinto come infondato e inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 637, comma 3, cod. proc. pen.
"l'istanza non può essere fondata solo su una diversa valutazione delle prove acquisite nel precedente giudizio"
Impone che la revisione non può basarsi unicamente su una diversa valutazione delle prove già raccolte: la richiesta deve fondarsi su elementi nuovi e decisivi che non siano già stati oggetto del precedente giudizio
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020
citato nel testo per giustificare il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti
Consente procedure semplificate o trattazioni senza la presenza delle parti in particolari condizioni (qui richiamata per la trattazione del ricorso senza intervento delle parti)
art. 94, comma 2, d.lgs. 150 del 2022
richiamato come norma di proroga/collegamento procedurale
Richiamata nel contesto delle disposizioni che hanno prorogato o disciplinato la trattazione dei ricorsi in assenza delle parti; qui è utilizzata quale base normativa per la continuazione della procedura secondo le norme di deroga
art. 5-duodecies, d.l. 162 del 2022, convertito dalla legge 199 del 2022
menzionato come modifica normativa rilevante per la procedura
Rilevato in relazione alle modifiche procedurali che consentono la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti, in attuazione delle proroghe/discipline emergenziali
Massime di principio
- In sede di revisione non è possibile ottenere l'accoglimento del ricorso limitandosi a proporre una diversa valutazione delle medesime prove già esaminate: la revisione richiede elementi "nuovi" e decisivi non considerati nel giudizio irrevocabile
- Le "prove nuove" devono essere credibili e non manifestamente viziati da motivi di parte (es. spirito di vendetta): la mera nuova dichiarazione di un testimone viene discreditata se emergono indizi di inattendibilità o di interesse diretto
- La valutazione della credibilità dei testi e della ricostruzione fattuale operata dalla Corte d'appello ha ampia portata e difficilmente è sovvertibile in Cassazione se non per vizi logici o normativi evidenti
- Quando si propone istanza di revisione su base documentale o dichiarativa, è necessario dimostrare non solo la novità dell'elemento ma anche che, se valutato positivamente, sarebbe idoneo a determinare l'annullamento della condanna (effetto decisivo)
- Le disposizioni straordinarie che consentono la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti devono essere osservate ma non incidono sul contenuto della valutazione di ammissibilità o sul principio per cui non si possono sollecitare semplici rianalisi del materiale probatorio già valutato
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