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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44932/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il tribunale di Parma ha rimesso alla Corte di cassazione, tramite rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p., dubbi sulla competenza territoriale in una vicenda con concorso di connessioni (art. 12 c.p.p.) tra un procedimento principale a Napoli per associazione per delinquere finalizzata a reati tributari e reati dichiarativi trasmessi a Parma (art. 3 e 4 d.lgs. n. 74/2000) in relazione al domicilio fiscale della società GF Imballaggi. In particolare il giudice ha chiesto se, quando più ipotesi di connessione potrebbero attribuire posizioni a giudici diversi, sia lecito privilegiare la causa di connessione che eviti la celebrazione di distinti processi e se lo stralcio o l'assoluzione di una coimputata che aveva reso possibile il simultaneus processus rilevi per la sopravvenuta incompetenza territoriale in relazione all'altro imputato entro il termine di cui all'art. 491 c.p.p. I fatti concreti: Selvarolo imputato per reati dichiarativi trasmessi a Parma in seguito a stralcio disposto dal GIP di Napoli che si era ritenuto competente per l'associazione; la coimputata Carlini era stata assolta in udienza preliminare, e il Tribunale di Parma, pur propendendo per la propria competenza sulla base della connessione e del criterio di competenza ex art. 18 d.lgs. 74/2000, ha rimesso la questione per delibazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di rinvio pregiudiziale e ha restituito gli atti al Tribunale di Parma. Motivazione essenziale: l'ordinanza di rimessione non ha compiuto la preliminare delibazione richiesta dalla giurisprudenza post-riforma Cartabia, non ha dimostrato l'impossibilita' di risolvere la questione con gli ordinari strumenti (rigetto motivato dell'eccezione, trasmissione degli atti al giudice ritenuto competente o proposizione del conflitto) e si limitava a prospettare dubbi pur propendendo per la propria competenza. La Corte ha richiamato che l'art. 24-bis c.p.p. e la giurisprudenza richiedono che il giudice procedente motivi il rinvio mostrando una ragionevole presunzione di fondatezza della questione e la serieta' del dubbio, onde evitare usi strumentali dello strumento.

Norme richiamate

  • art. 24-bis c.p.p. (introdotto dal d.lgs. 10/10/2022, n.150)

    È un nuovo rimedio incidente aggiuntivo: il giudice procedente può rimettere la questione di competenza territoriale alla Corte di cassazione solo se la questione appare di una certa serietà e non manifestamente infondata; deve preliminarmente delibare la non manifesta infondatezza e motivare la scelta. Non può essere usato come mera delega della decisione.

  • art. 12 c.p.p. (connessione)

    La connessione può assumere piu' profili (es. lett. a, b, c) e, in teoria, piu' ipotesi di connessione possono concorrere; il codice non assegna una priorità espressa tra ipotesi di connessione che conducano a giudici diversi, per cui la valutazione richiede analisi concreta e, se usata per deroga a criteri di territorialità speciali, deve ricorrere un medesimo disegno criminoso comune a tutti i compartecipi quando la deroga incide sul giudice naturale.

  • art. 18 d.lgs. n. 74/2000

    Stabilisce il criterio speciale di competenza territoriale per i reati dichiarativi basato sul domicilio fiscale della persona cui la dichiarazione si riferisce; tale criterio è derogabile solo se la connessione con reati piu' gravi dispone l'attrazione della competenza, ma questa deroga richiede che il medesimo disegno criminoso sia comune ai compartecipi interessati.

  • art. 491 c.p.p.

    Fissa il termine entro il quale possono essere valutate le questioni di competenza territoriale in relazione allo stato degli atti; eventi processuali sopravvenuti (es. stralcio, assoluzione) vanno valutati alla luce del loro momento e della loro incidenza temporale rispetto al termine.

  • art. 16 c.p.p.

    In combinato con l'art. 12 può giustificare la cosiddetta vis attractiva del reato piu' grave, ossia l'attrazione della competenza del giudice che procede per il reato piu' grave, ove sussistano le condizioni di connessione e un disegno criminoso unitario.

  • art. 30 c.p.p. (conflitto di attribuzione)

    Se il giudice ritiene incompetente ma il giudice verso il quale dovrebbero essere trasmessi gli atti è colui che aveva gia' trasmesso il procedimento, il primo deve sollevare il conflitto ai sensi dell'art. 30.

  • art. 21, comma 2 c.p.p.

    La parte che propone eccezione di incompetenza non perde la facoltà di riproporla nel corso del processo; il rinvio pregiudiziale non sostituisce la possibilità della parte di reiterare la questione.

  • art. 121 c.p.p.

    Richieste e istanze possono essere valutate dal giudice secondo i limiti e le forme ordinamentali; una richiesta di rinvio deve essere distinta da una semplice istanza generica di incompetenza.

  • d.lgs. n. 150/2022 (riforma Cartabia)

    Ha introdotto l'art. 24-bis c.p.p.; la giurisprudenza post-riforma ha precisato che il nuovo strumento mira a responsabilizzare il giudice di merito e a prevenire usi strumentali, richiedendo motivazione e preventiva delibazione della non manifesta infondatezza.

Massime di principio

  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è ammesso solo se il giudice procedente dimostra, con motivazione, la serietà e la non manifesta infondatezza del dubbio sulla competenza e l'impossibilità di decidere con gli ordinari strumenti.
  • Se il giudice di merito ritiene di essere competente deve procedere; se ritiene di essere incompetente deve trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente; se il giudice competente è quello che originariamente aveva trasmesso gli atti, deve sollevare conflitto (art. 30 c.p.p.).
  • La valutazione della connessione e della possibile 'vis attractiva' del reato piu' grave richiede che il disegno criminoso unitario sia comune ai compartecipi interessati; la presenza di compartecipi estranei al disegno può impedire la deroga al criterio speciale di territorialità.
  • Eventi processuali sopravvenuti (es. stralcio o assoluzione di un coimputato) vanno valutati rispetto allo stato degli atti e ai termini indicati dall'art. 491 c.p.p.; tali novità possono incidere sulla ricostruzione della competenza ma non legittimano automaticamente il rinvio pregiudiziale se il giudice non ha adeguatamente motivato.
  • La parte conserva la possibilità di riproporre l'eccezione di incompetenza anche se il giudice ha rifiutato il rinvio; il giudice non può usare il rinvio pregiudiziale come una semplice delega della decisione alla Corte di cassazione.
  • Il giudice che decide di investire la Corte con il rinvio deve esplicitare le ragioni per le quali gli strumenti ordinari non sono sufficienti e perché il dubbio è fondato razionalmente, per evitare inammissibilità per carenza motivazionale.

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