Ordinanza n. 844/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
per la correzione del decreto collegiale n. 9639 del 2025, pronunciato da questa Sezione;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto collegiale di liquidazione dell'onorario e delle spese al difensore
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Nel giudizio relativo alla correzione del decreto collegiale n. 9639 del 2025, il Consiglio di Stato ha rilevato d'ufficio un errore materiale nella redazione del provvedimento. La somma indicata nella motivazione come dovuta al difensore non corrispondeva a quella riportata nel dispositivo: quest'ultima era stata erroneamente liquidata in euro 1.500,00, anziché in euro 1.377,50, conformemente alla somma richiesta e indicata in motivazione.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha disposto la correzione del dispositivo del decreto collegiale n. 9639 del 2025, sostituendo l'importo di euro 1.500,00 con quello corretto di euro 1.377,50 a titolo di onorari e spese. Ha quindi ordinato alla Segreteria di effettuare le annotazioni previste dall'art. 86, comma 3, c.p.a. La pronuncia non decide il merito del giudizio originario, ma si limita alla rettifica dell'errore materiale relativo alla liquidazione delle somme.
Norme richiamate
art. 86 c.p.a.
La disposizione costituisce la base processuale per la correzione degli errori materiali contenuti nei provvedimenti giurisdizionali e per le conseguenti annotazioni della Segreteria; nel caso concreto è stata applicata per rettificare l'importo erroneamente indicato nel dispositivo.
art. 86, comma 3, c.p.a.
Prevede l'effettuazione delle annotazioni conseguenti alla correzione del provvedimento da parte della Segreteria.
Massime di principio
- È correggibile ai sensi dell'art. 86 c.p.a. l'errore materiale risultante dalla discordanza tra la motivazione e il dispositivo di un provvedimento, quando l'importo corretto sia determinabile dal contenuto dello stesso provvedimento e dagli atti del giudizio.
- La correzione dell'errore materiale non comporta una nuova decisione sul merito, ma adegua il dispositivo alla statuizione effettivamente risultante dalla motivazione e dagli elementi già acquisiti nel processo.
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