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Sentenza

Sentenza n. 1486/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, del decreto in data 14 aprile 2026 con il quale la Prefettura di -OMISSIS- ha rigettato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per “atti di particolare valore civile” presentata dal ricorrente ai sensi dell’art. 42 bis del d.lgs. n. 286/1998.

Giustizia amministrativa202601049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile ex art. 42-bis d.lgs. 286/1998

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto il rilascio del permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile, deducendo di avere salvato una persona anziana rimasta intrappolata in un’autovettura finita in un fossato pieno d’acqua. L’Amministrazione aveva respinto l’istanza valorizzando una condanna definitiva per reati in materia di sostanze stupefacenti e per detenzione abusiva di armi, nonché la persistente sottoposizione del richiedente all’affidamento in prova al servizio sociale. Il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, l’erroneità dell’affermazione relativa all’irregolarità del soggiorno della moglie e dei figli, sostenendo che essi fossero titolari di permessi di soggiorno validi. Con il secondo motivo ha contestato il giudizio di pericolosità sociale, sostenendo che i reati costituissero un episodio isolato e valorizzando il tempo trascorso, l’affidamento in prova, il reinserimento lavorativo dal 2023, l’assenza di ulteriori illeciti e il gesto altruistico compiuto.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. e ha respinto il ricorso. Ha rilevato che il permesso ex art. 42-bis d.lgs. 286/1998 ha carattere eccezionale e premiale, ma non è conseguenza automatica del compimento di un atto di particolare valore civile: occorre anche la positiva verifica dell’assenza di elementi di pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato. La valutazione amministrativa riguarda la complessiva posizione del richiedente ed è ampiamente discrezionale, sindacabile solo per manifesta illogicità, travisamento dei fatti o errore sui presupposti. Nel caso concreto, la condanna definitiva per reati in materia di stupefacenti e per detenzione abusiva di armi, riconducibili alle fattispecie considerate dall’art. 5, comma 5-bis, d.lgs. 286/1998 in quanto comprese nell’art. 380 c.p.p., e la perdurante sottoposizione all’affidamento in prova sono state legittimamente valutate come elementi idonei a fondare l’attualità del giudizio di pericolosità. Il diniego non è stato ritenuto fondato su un automatismo derivante dai precedenti penali, poiché l’Amministrazione ha considerato una pluralità di elementi. L’inserimento lavorativo e l’assenza di ulteriori reati non sono stati ritenuti decisivi, avuto riguardo alla gravità dei reati, al tempo non rilevante trascorso e al percorso rieducativo ancora in corso. Il gesto di soccorso, pur costituendo il presupposto applicativo della norma e avendo indubbio valore morale e civile, non è stato ritenuto sufficiente a neutralizzare gli elementi ostativi relativi alla pericolosità. Il primo motivo è stato ritenuto non decisivo: anche se fosse erronea l’affermazione sull’irregolarità dei familiari, il provvedimento sarebbe comunque sorretto autonomamente dal giudizio di persistente pericolosità. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in considerazione della rilevanza civica del comportamento del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.lgs. 286/1998

    Qualora lo straniero abbia compiuto atti di particolare valore civile, nei casi di cui all’articolo 3, della legge 2 gennaio 1958, n. 13, il Ministro dell’interno, su proposta del Prefetto competente, autorizza il rilascio di uno speciale permesso di soggiorno, salvo che ricorrano motivi per ritenere che lo straniero risulti pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato, ai sensi dell’articolo 5, comma 5-bis.

    Il permesso per atti di particolare valore civile è una misura eccezionale e premiale, subordinata non solo al compimento dell’atto altruistico, ma anche alla positiva verifica dell’assenza di elementi di pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato.

  • art. 5, comma 5-bis, d.lgs. 286/1998

    Costituisce il parametro richiamato dall’art. 42-bis per valutare la pericolosità dello straniero; i reati riconducibili all’art. 380 c.p.p. possono assumere rilievo nel giudizio ostativo.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    I delitti concernenti sostanze stupefacenti, unitamente alla detenzione abusiva di armi, sono stati considerati elementi rilevanti nel giudizio di pericolosità sociale.

  • art. 380 c.p.p.

    La riconducibilità dei reati commessi alle fattispecie contemplate dall’art. 380 c.p.p. concorre, secondo il provvedimento, alla loro qualificazione legislativa come indicatori di particolare gravità ai fini dell’art. 5, comma 5-bis, d.lgs. 286/1998.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previa comunicazione alle parti della possibilità di tale definizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il fondamento dell’ordine di oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile ex art. 42-bis d.lgs. 286/1998 ha natura eccezionale e premiale: il compimento di un atto altruistico di particolare valore civile è condizione necessaria, ma non sufficiente, per il rilascio del titolo.
  • Il rilascio del permesso ex art. 42-bis d.lgs. 286/1998 è subordinato anche alla verifica dell’assenza di elementi idonei a fondare un giudizio di pericolosità per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato; tale verifica deve riguardare la complessiva posizione dello straniero.
  • La valutazione amministrativa sulla pericolosità del richiedente il permesso ex art. 42-bis è ampiamente discrezionale ed è sindacabile dal giudice amministrativo nei limiti della manifesta illogicità, del travisamento dei fatti o dell’errore sui presupposti.
  • La presenza di precedenti penali non determina automaticamente il diniego del permesso ex art. 42-bis quando l’Amministrazione li inserisca in una valutazione complessiva, considerando anche la perdurante esecuzione della sanzione penale e il grado di consolidamento del reinserimento sociale.
  • Il gesto altruistico, pur eccezionale ed encomiabile, non neutralizza di per sé gli elementi ostativi derivanti da un giudizio attuale di pericolosità sociale; analogamente, l’inserimento lavorativo e l’assenza di ulteriori reati possono essere ritenuti non decisivi alla luce della gravità dei reati, del tempo trascorso e del percorso rieducativo ancora in corso.
  • L’eventuale erroneità di un elemento motivazionale non comporta l’illegittimità del provvedimento quando il diniego sia sorretto da una distinta e autonoma ragione decisoria, di per sé sufficiente a giustificarne il dispositivo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di poterePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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