Cassazione Penale, Sentenza n. 2694/2023 del 23/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per Cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva respinto l'appello contro il sequestro preventivo disposto dal GIP di Lamezia Terme. Il sequestro riguardava immobili, terreni e disponibilità patrimoniali ritenute profitto di reati (turbativa d'asta, autoriciclaggio) e beni sproporzionati rispetto ai redditi (art. 240-bis). Il ricorrente contestava: 1) la mancanza del vincolo di pertinenzialità tra i beni acquisiti nel periodo 2006-2011 e le condotte di turbativa poste in essere dal 2016; 2) l'insussistenza dei presupposti del sequestro ex art. 240-bis, sostenendo che la documentazione bancaria dimostrerebbe la compatibilità del patrimonio con redditi leciti; 3) l'erronea applicazione dell'art. 648-ter/648-quater (autoriciclaggio/sequestro per equivalente) per acquisti anteriori all'entrata in vigore della norma.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione logica, coerente e sufficiente per confermare il sequestro: i giudici avevano valutato il fumus commissi delicti (associazione e reati collegati) e la sproporzione tra beni e redditi, ritenendo le produzioni difensive insufficienti a superare la presunzione di illecita accumulazione. La Corte ha inoltre chiarito che la revoca di misure cautelari personali non implica automaticamente l'inefficacia di misure reali e ha ritenuto infondata la censura relativa all'applicazione di norme sull'autoriciclaggio, rilevando la riqualificazione del sequestro come connesso ai proventi dell'associazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende per profili di colpa nella proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 321 cod. proc. pen. (comma 1 e comma 2)
Disposto sequestro preventivo sia impeditivo (comma 1) sia per equivalente finalizzato alla confisca (comma 2). La Corte ha ritenuto legittimo il sequestro poiché i giudici di merito hanno valutato il fumus commissi delicti e il nesso con i beni.
art. 240-bis cod. pen.
Predisposizione del sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione: la Corte ha ritenuto soddisfatti i presupposti (disponibilità dei beni, reati 'spia', sproporzione rispetto ai redditi/attività) e ha ritenuto congrua la valutazione di incompletezza/inidoneità della documentazione difensiva a superare la presunzione.
art. 648-ter cod. pen.
Norma sull'autoriciclaggio invocata dal ricorrente come non retroattiva; la Corte ha ritenuto che la fattispecie sia stata comunque ricondotta ai proventi dell'associazione e che la qualificazione giuridica del sequestro non è viziata.
art. 648-quater cod. pen.
Norma collegata al sequestro per equivalente; la Corte ha osservato che il provvedimento di merito è stato ricondotto ai proventi dell'associazione e non risulta inesatta la qualificazione rispetto a questa norma.
art. 273 cod. proc. pen.
Richiamato per evidenziare che le condizioni delle misure cautelari personali non si estendono automaticamente alle misure reali; la revoca di misure personali non cancella automaticamente misure su beni.
art. 606 lett. b) e e) cod. proc. pen.
Norme sulle censure ammissibili in cassazione (violazione di legge e mancanza/contraddittorietà della motivazione). La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente genericamente meramente valutative e quindi inammissibili.
art. 616 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione all'imposizione delle spese e sanzioni in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente alle spese e a pagamento alla cassa delle ammende.
Massime di principio
- In sede di impugnazione di misure cautelari reali la Cassazione sindaca principalmente violazioni di legge o vizi radicali della motivazione: contestazioni meramente valutative dei fatti sono inammissibili.
- Per i sequestri preventivi finalizzati alla confisca il giudice valuta il fumus commissi delicti e la compatibilità fattuale/giuridica; la verifica non coincide con il giudizio sulla gravità indiziaria richiesto per le misure cautelari personali.
- La revoca o l'annullamento di misure cautelari personali non determina automaticamente la caducazione delle misure reali; le due categorie di misure perseguono esigenze diverse e sono autonome.
- Nel sequestro per sproporzione (art. 240-bis) grava sul giudice la valutazione della sproporzione; il soggetto indagato può produrre documentazione per contrastare la presunzione di illecita accumulazione, ma la documentazione deve essere completa e idonea: produzioni incomplete possono essere ritenute insufficienti senza inversione illegittima dell'onere della prova.
- In sede di riesame/appello avverso misure reali il giudice ha piena cognizione e può anche riqulificare giuridicamente il provvedimento genetico; la parte che impugna deve articolare censure specifiche e motivate per consentire il sindacato di legittimità.
- Le censure di nullità o carenza di motivazione sono rilevanti in Cassazione solo se la motivazione manca del tutto o è priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.
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