Cassazione Penale, Ordinanza n. 08154/2026 del 02/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha accolto la richiesta di correzione materiale e ha disposto che, nell'epigrafe della sentenza n. 32780/2025, dove è scritto "Avv. Francesco Lisi" debba leggersi e intendersi "Avv. Antonio Lisi". Ha inoltre mandato alla cancelleria per le annotazioni sugli originali.
Esito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte è stata investita di una richiesta di correzione materiale relativa all'epigrafe della sentenza n. 32780/2025 della Seconda Sezione penale. L'errore riguardava l'indicazione del nome di battesimo del difensore dell'imputato, riportato per mero errore come "Francesco" anziché "Antonio". Il Pubblico ministero ha chiesto l'accoglimento della correzione materiale sul punto dedotto. Non risultano contestazioni di merito sul fatto o sul reato del procedimento principale, ma solo la rettifica dell'intestazione della decisione precedente.
Norme richiamate
art. 625-bis, comma 3, c.p.p.
visto l’art. 625-bis, comma 3, cod. proc. pen.
La norma viene utilizzata quale base procedurale per correggere un errore materiale contenuto nella sentenza di cassazione, limitatamente all'epigrafe e senza incidere sul merito della decisione.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto nell'epigrafe di una sentenza può essere corretto in sede di legittimità quando si tratti di mera inesattezza grafica o anagrafica, estranea al contenuto decisorio.
- La correzione materiale non comporta rivalutazione del merito né modifica della decisione sostanziale, ma soltanto la rettifica dell'atto nei punti in cui risulti un errore evidente.
- Ai fini della correzione materiale, è sufficiente che l'inesattezza sia chiaramente individuabile dal testo e che la rettifica non incida sul dispositivo o sulla motivazione sostanziale della sentenza.
Come è indicizzato
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