Sentenza n. 6201/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'annullamento 1)del provvedimento di diniego del visto di ingresso, relativo alla domanda di rilascio della Carta Blu UE identificativo; 2) di ogni altro atto comunque connesso, precedente o successivo, preparatorio o consequenziale, ancorché non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del visto d'ingresso relativo alla domanda di rilascio della Carta Blu UE, adottato dal Consolato Generale d'Italia a Canton
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità del diniego del visto d'ingresso, motivato dall'amministrazione ritenendo non conforme la finalità effettiva del soggiorno in Italia rispetto a quella propria del visto per l'esercizio di un'attività professionale altamente qualificata. La contestazione principale riguardava il difetto assoluto di contraddittorio nella fase procedimentale, in violazione dell'art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché la conseguente carenza istruttoria. Il ricorrente ha sostenuto che, ove fosse stato posto in condizione di partecipare al procedimento e di fornire chiarimenti sulla documentazione prodotta, sulla sistemazione alloggiativa e sulla domanda analoga presentata dal coniuge, avrebbe potuto dimostrare la sussistenza dei presupposti per il rilascio della Carta Blu UE. Il diniego era stato adottato sulla base dell'art. 5 d.P.R. 394/1999 e in relazione alla disciplina dell'attività lavorativa altamente qualificata richiamata nel provvedimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo relativo alla mancata instaurazione del contraddittorio procedimentale. Il diniego era stato emesso inaudita altera parte, determinando un deficit istruttorio. Tale vizio ha comportato l'annullamento del provvedimento impugnato; gli ulteriori motivi sono stati assorbiti. Le spese processuali sono state compensate, con esclusione del rimborso del contributo unificato eventualmente versato dal ricorrente. La sentenza ordina all'autorità amministrativa di eseguire la pronuncia.
Norme richiamate
art. 5 d.P.R. 394/1999
Costituisce la base normativa indicata per l'adozione del diniego del visto d'ingresso; il provvedimento è stato annullato per il difetto di contraddittorio e il conseguente deficit istruttorio.
art. 27-quater d.lgs. 286/1998
Individua la finalità tipica del visto connesso alla Carta Blu UE, ossia l'esercizio di una professione altamente qualificata.
art. 41 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
È stato richiamato quale fondamento del diritto al buon andamento e, in particolare, del diritto di essere ascoltato nell'ambito del procedimento amministrativo; la sua violazione è stata ravvisata nella mancata instaurazione del contraddittorio.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel procedimento amministrativo relativo al diniego di un visto d'ingresso connesso alla Carta Blu UE, l'amministrazione non può fondare la decisione esclusivamente su elementi documentali e informazioni ritenuti indicativi di una finalità diversa del soggiorno senza garantire all'interessato un effettivo contraddittorio procedimentale.
- L'adozione del diniego di visto inaudita altera parte, quando impedisce all'interessato di chiarire gli elementi posti a fondamento della decisione, integra un deficit istruttorio idoneo a determinare l'annullamento del provvedimento.
- La violazione del contraddittorio procedimentale e il conseguente deficit istruttorio rendono assorbiti gli ulteriori motivi di ricorso quando il loro esame non è necessario per definire la controversia.
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