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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2041/2022 del 18/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Kbair Adel impugna la sentenza del Tribunale di Latina - Sez. dist. di Terracina del 18/11/2013 che lo aveva condannato a euro 120,00 di ammenda per il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità (art. 650 c.p.), per non essersi presentato il 5/3/2010 al Commissariato di PS di Terracina per esibire documenti di identità e permesso di soggiorno. Il ricorso articola tre motivi: (1) violazione e falsa applicazione della legge penale (art. 650 c.p.), sostenendo che l'art. 650 non si applica quando l'ordine imponga comportamenti finalizzati a risultati che l'Autorità può ottenere autonomamente (richiamando art. 349 c.p.p. e la natura sussidiaria di art. 650); (2) vizio processuale per mancata verifica della comprensione, da parte di un imputato straniero, dell'ordine e del decreto di rinvio a giudizio nella lingua italiana, con richiamo agli artt. 143 e 178 c.p.p.; (3) vizio di motivazione per omessa pronuncia sulla richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena e della non menzione.

La decisione

La Corte accoglie il ricorso e annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste. La Corte richiamando consolidata giurisprudenza afferma che non integra la contravvenzione prevista dall'art. 650 c.p. la condotta del cittadino straniero sorpreso senza permesso di soggiorno che non si presenti per l'identificazione o per regolarizzare la propria posizione, essendo tale situazione riconducibile all'ambito dell'art. 10-bis del D.Lgs. 286/1998 (disciplina dell'immigrazione) e dunque incompatibile con ingiunzioni sanzionabili penalmente. I motivi 2 e 3 risultano assorbiti dalla decisione sull'insussistenza del reato.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    La Corte interpreta l'art. 650 c.p. come norma residua e sussidiaria che non si applica alla condotta dello straniero sorpreso senza permesso di soggiorno; in tale ipotesi prevale la normativa sull'immigrazione e non può essere irrogata la contravvenzione per inosservanza dell'ordine di presentarsi

  • art. 349 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come possibile espediente per l'Autorità di acquisire autonomamente le informazioni, la norma è riconosciuta come strumento di indagine della polizia giudiziaria; la Corte comunque conferma la natura residuale di art. 650 e non accetta l'applicazione penale nel caso di straniere privi di permesso

  • artt. 143 e 178 cod. proc. pen.

    Norme relative all'assistenza linguistica e alla comprensione degli atti processuali; la Corte ritiene questi profili assorbiti dalla decisione sull'insussistenza del reato e non decisivi una volta esclusa la fattispecie penale

  • art. 10-bis D.Lgs. 26 luglio 1998, n. 286

    La Corte considera la condizione dello straniero senza permesso di soggiorno riconducibile all'ambito di rilievo previsto dall'ordinamento sull'immigrazione (art. 10-bis), ritenendo incompatibile la sanzione penale ex art. 650 c.p. per fatti rientranti nella materia dell'immigrazione

Massime di principio

  • La contravvenzione di cui all'art. 650 c.p. non deve essere applicata automaticamente a chi è sorpreso sul territorio nazionale senza permesso di soggiorno: la questione va inquadrata nella normativa sull'immigrazione (D.Lgs. 286/1998) e la fattispecie penale può risultare inapplicabile per incompatibilità normativa.
  • Prima di procedere penalmente per inosservanza di un ordine di presentazione, verificare se l'Autorità possa acquisire le informazioni necessarie con i propri poteri (es. art. 349 c.p.p.) e se la condotta rientri invece in misure amministrative/immigrazione.
  • Se l'imputato è straniero, occorre comunque garantire la comprensione degli atti e l'eventuale assistenza linguistica prevista dagli artt. 143 e 178 c.p.p.; anche se questo profilo può risultare assorbito quando si accerta l'insussistenza della fattispecie penale, la relativa verifica è parte della corretta istruttoria.
  • Se la pronuncia di merito si fonda su una contravvenzione applicata a comportamenti tipici dell'immigrazione, è ragionevole attendersi che la Corte di legittimità annulli la condanna per insussistenza del reato quando risulti incompatibilità normativa.
  • In casi analoghi, valutare sempre la sussidiarietà dell'art. 650 c.p. e preferire, ove possibile, l'uso di strumenti amministrativi o investigativi autonomi anziché sanzionare penalmente la mancata collaborazione del soggetto straniero.

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