Sentenza n. 5342/2026 - Napoli, Sezione 6
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla Sentenza n. 407/2025 del Tribunale di Nola, sezione lavoro nel giudizio RG n. 591/2024, pubblicata in data 20/02/2025, e notificata il 06/03/2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza n. 407/2025 del Tribunale di Nola, sezione lavoro, passata in giudicato, che aveva riconosciuto cinque annualità della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, per complessivi 2.500 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Nola n. 407/2025, pubblicata il 20 febbraio 2025, notificata il 6 marzo 2025 e non impugnata. La pronuncia aveva condannato il Ministero a riconoscere la Carta elettronica per cinque annualità, per un importo nominale complessivo di 2.500 euro. La ricorrente ha dedotto che, nonostante la notificazione ai fini esecutivi e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, l’Amministrazione non aveva dato esecuzione al giudicato. Ha chiesto l’ordine di ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, era stata notificata in forma esecutiva e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni; inoltre, non risultava alcuna esecuzione da parte del Ministero, costituitosi solo formalmente. Ha ordinato al Ministero di assegnare alla ricorrente la Carta elettronica e di accreditarvi l’importo nominale riconosciuto, oltre agli interessi stabiliti nella sentenza, entro 60 giorni dalla comunicazione della decisione o dalla sua notificazione, se anteriore. Per il caso di ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il direttore della DGOSV, con facoltà di delega; su istanza della ricorrente, il commissario dovrà insediarsi e assicurare l’esecuzione nei successivi 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 1.500 euro oltre accessori, e alla restituzione del contributo unificato effettivamente versato, con distrazione al difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
è decorso il termine di cui all’art. 14, comma 1, D.L. 669/96;
Il decorso del termine dilatorio previsto dalla disposizione, unitamente alla mancata esecuzione del giudicato, consente di ordinare all’Amministrazione di adempiere in sede di ottemperanza.
Massime di principio
- La sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che impone a un’amministrazione un’obbligazione ha immediato valore conformativo e ordinatorio nei confronti dell’Amministrazione: l’esecuzione deve attribuire concretamente al beneficiario l’utilità riconosciuta dal giudice.
- Quando il giudicato è stato notificato in forma esecutiva, è decorso il termine dilatorio applicabile e l’Amministrazione non vi ha dato esecuzione, il giudice dell’ottemperanza può ordinare l’adempimento entro un termine e nominare sin d’ora un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.
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