Sentenza del 20/02/2015 n. 54 - Comm. Trib. Prov. Savona
Accertamento analitico presuntivo - congruità agli studi di settore - art. 39, c.1, lett. d), D.P.R. n. 600/73 - art. 54, c.2, D.P.R. n. 633/72 - risultanze di GERICO - superabili
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda un accertamento analitico-presuntivo del reddito d'impresa fondato sulle presunzioni di cui all'art. 39, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 600/1973 e, per l'IVA, all'art. 54, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972. L'Amministrazione aveva utilizzato elementi presuntivi e le risultanze di GERICO per contestare la dichiarazione del contribuente, sebbene questa risultasse già congrua rispetto agli studi di settore. Il principio evidenziato è che, in tale situazione, la ricostruzione presuntiva deve essere caratterizzata da un elevato grado di probabilità e da una particolare attendibilità, idonee a superare la presunzione di correttezza derivante dalla congruità dichiarata.
La decisione
La decisione afferma che le risultanze degli studi di settore non sono assolutamente insuperabili, ma possono essere superate da un accertamento fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti o comunque altamente probabili. Tuttavia, quando il contribuente è risultato congruo agli studi di settore, l'Amministrazione deve fornire una motivazione e un quadro probatorio particolarmente solido; una ricostruzione meramente ipotetica o basata su elementi non sufficientemente attendibili non è idonea a rettificare il reddito dichiarato. Dal testo fornito non risultano indicati gli estremi completi della sentenza né il dispositivo specifico, ma il principio enunciato è favorevole alla posizione del contribuente.
Norme richiamate
Art. 39, comma 1, lettera d), D.P.R. n. 600/1973
Consente la rettifica analitico-presuntiva del reddito d'impresa sulla base di presunzioni, ma queste devono essere dotate di un grado di attendibilità sufficiente a fondare l'accertamento.
Art. 54, comma 2, D.P.R. n. 633/1972
Disciplina la rettifica dell'IVA mediante elementi presuntivi; anche in questo ambito la ricostruzione deve essere adeguatamente probabile e motivata.
Studi di settore e risultanze di GERICO
La congruità risultante dagli studi di settore non impedisce in assoluto l'accertamento, ma rende necessario un livello di prova particolarmente elevato per superare la dichiarazione del contribuente.
Massime di principio
- La congruità agli studi di settore non crea una presunzione assoluta di correttezza, ma costituisce un elemento difensivo rilevante che l'Amministrazione deve superare con argomentazioni e prove specifiche.
- Un accertamento presuntivo non può fondarsi su semplici ipotesi, medie astratte o ricostruzioni prive di riscontri individualizzati: le presunzioni devono essere altamente probabili e concretamente riferibili all'attività del contribuente.
- Quanto più la dichiarazione risulta coerente con gli studi di settore, tanto maggiore deve essere l'attendibilità degli elementi utilizzati per rettificarla.
- In una situazione analoga, il contribuente dovrebbe verificare se l'atto indica dati specifici, fonti verificabili e una motivazione rafforzata; in mancanza, l'accertamento può essere contestato per insufficienza della prova e della motivazione.
- Gli studi di settore o strumenti analoghi non sostituiscono l'accertamento individuale: l'Amministrazione deve spiegare perché, nel caso concreto, i risultati dichiarati non siano attendibili.
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