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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14680/2026 del 22/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del 28/11/2025 con cui il Tribunale di Pordenone, in sede di riesame, aveva confermato il decreto del Pubblico Ministero disponente il sequestro probatorio della SIM card relativa all'utenza 3518712604 intestata a Hudorovic Venere. Gli indagati contestavano violazioni di legge penale e vizi di motivazione inerenti al fumus del reato (art. 640, 2° comma, n. 2-ter c.p.) e alle esigenze probatorie alla base del sequestro

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen., perché i ricorrenti, tramite procuratore speciale (Avv. Romano Bottosso), hanno rinunciato all'impugnazione dopo che il bene sequestrato era stato restituito (istanza al PM del 10/12/2025). Il procedimento si è svolto in forma scritta per assenza di richiesta di trattazione orale nei termini. Non sono state poste spese a carico delle parti, ritenendo la cessazione della materia del contendere sopravvenuta e non dovuta a colpa dei ricorrenti. Decisione resa il 20/03/2026

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa alla frode informatica contestata (secondo comma, n. 2-ter). Nel provvedimento è richiamata quale fattispecie di reato che giustificava le esigenze investigative, ma la Corte di legittimità non si pronuncia nel merito a causa dell'inammissibilità del ricorso

  • art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione a seguito di rinuncia all'impugnazione formulata validamente dal procuratore speciale; la sopravvenuta cessazione della materia del contendere (restituzione del bene) legittima la rinuncia e l'inammissibilità

  • art. 610, comma 5 cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare che il procedimento in Cassazione si è svolto nelle forme del contraddittorio scritto in presenza dell'assenza di richiesta di trattazione orale nei termini previsti

  • art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.

    Richiamato insieme all'art. 610 per confermare la procedura scritta e la decorrenza dei termini per la richiesta di trattazione orale, la cui mancata formulazione ha comportato l'esame scritto del ricorso

Massime di principio

  • La restituzione del bene sequestrato sopravvenuta dopo la proposizione del ricorso può determinare la perdita di interesse dei ricorrenti e giustificare una rinuncia all'impugnazione, rendendo il ricorso inammissibile per cessazione della materia del contendere
  • La rinuncia all'impugnazione deve essere formulata in modo rituale (da parte del difensore o procuratore speciale) per essere efficacia ai fini dell'art. 591 c.p.p.; se valida, comporta inammissibilità dell'impugnazione senza decisione sul merito
  • In assenza di richiesta di trattazione orale nei termini, il procedimento in Cassazione può svolgersi in forma scritta; la mancanza di tale richiesta implica che la Corte decida senza udienza
  • La dichiarazione di inammissibilità per sopravvenuta cessazione della materia del contendere non comporta automaticamente l'addebito delle spese processuali se non è ravvisabile colpa nella proposizione del ricorso
  • Quando si impugna un provvedimento cautelare (es. sequestro probatorio), il rientro del bene nelle disponibilità dell'interessato può incidere sull'interesse ad agire e sulla funzione della tutela cautelare, rendendo preferibile valutare tempestivamente richieste di restituzione per evitare contenziosi prolungati

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