Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 393/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento comunale 19 giugno 2025 prot. 7040, avente ad oggetto rigetto di istanza di concessione per l'occupazione di suolo pubblico.

Giustizia amministrativa202501090

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego della concessione annuale di occupazione di due porzioni di suolo pubblico, adottato nei confronti di un esercizio di somministrazione non ancora autorizzato all'esercizio dell'attività

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego comunale della concessione di suolo pubblico richiesta per l'area antistante il proprio locale e per un'ulteriore area di circa 7 mq posta tra il proprio esercizio e quello della controinteressata. Al momento della domanda la ricorrente disponeva dei locali e aveva presentato la pratica per l'autorizzazione all'apertura dell'esercizio, ma tale autorizzazione non era ancora stata rilasciata. Il Comune ha motivato il diniego richiamando l'art. 2, comma 10, del regolamento comunale sul canone patrimoniale, che subordina la domanda dei pubblici esercizi alla previa autorizzazione all'esercizio dell'attività, nonché il principio secondo cui il titolo abilitante alla somministrazione costituisce il presupposto logico-giuridico della concessione di suolo pubblico. Con l'unico motivo la ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 142 della legge regionale ligure n. 1/2007, in combinato disposto con l'art. 64 d.lgs. n. 59/2010, nonché difetto di presupposto e travisamento, sostenendo che l'autorizzazione commerciale potrebbe essere ottenuta prima dell'inizio dell'attività. Il Comune e la controinteressata hanno eccepito, tra l'altro, l'inammissibilità per mancata impugnazione del regolamento comunale e l'improcedibilità per il rilascio, nelle more, di concessioni provvisorie e per le modifiche regolamentari sopravvenute.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo comunque infondato nel merito. Ha respinto l'eccezione secondo cui il rilascio provvisorio della concessione per l'area antistante il civico 54 avrebbe integralmente soddisfatto la pretesa, poiché tale rilascio era stato disposto in esecuzione dell'ordinanza cautelare, aveva natura provvisoria ed era solo parzialmente satisfattivo, non comprendendo l'area di 7 mq assegnata alla controinteressata. Ha altresì respinto l'eccezione di improcedibilità fondata sulle modifiche regolamentari, non essendo stata chiarita la loro incidenza e permanendo l'interesse a una pronuncia anche conformativa. Ha invece accolto l'eccezione di inammissibilità per mancata impugnazione dell'art. 2, comma 10, del regolamento comunale, ritenendo che tale disposizione costituisse la disciplina immediatamente preclusiva del rilascio della concessione e che dovesse essere tempestivamente contestata. Secondo il TAR, la norma si riferisce ai pubblici esercizi, presuppone la previa autorizzazione alla somministrazione e stabilisce, per gli esercizi autorizzati dopo il 31 gennaio, un termine decorrente dall'avvio dell'attività, che a sua volta presuppone il titolo abilitante. Il richiamo all'art. 5, comma 2, del regolamento, che consente a chiunque intenda occupare suolo pubblico di presentare istanza, non modifica tale disciplina speciale e non amplia la platea dei soggetti legittimati a ottenere la concessione. Nel merito, il TAR ha comunque ritenuto infondata la censura: la ricorrente contestava il diniego della concessione di suolo pubblico, non il mancato rilascio anticipato dell'autorizzazione commerciale, e il requisito della previa autorizzazione è stato ritenuto razionale e coerente con la natura scarsa della risorsa pubblica. Sarebbe illogico riservare per un periodo indeterminato uno spazio pubblico a un soggetto non ancora abilitato a esercitare l'attività e il cui futuro titolo autorizzatorio restava incerto. Spese compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 10, Regolamento comunale per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria

    La domanda per la concessione di suolo pubblico ricorrente e non, da parte di esercizi pubblici, esercizi commerciali, attività ricettive, esercizi artigianali di produzione o vendita di prodotti alimentari, deve essere presentata, a pena di improcedibilità, dal 1 gennaio ed entro il 31 gennaio dell’anno di inizio/rinnovo della relativa occupazione, ad esclusione delle domande relative agli esercizi autorizzati all’esercizio dell’attività dopo il 31 gennaio, che potranno essere presentate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività …

    La disposizione è stata interpretata nel senso che, per i pubblici esercizi, la concessione di suolo pubblico presuppone la previa autorizzazione all'esercizio dell'attività di somministrazione; il termine successivo al 31 gennaio decorre dall'inizio dell'attività e presuppone quindi il previo titolo abilitante.

  • art. 5, comma 2, Regolamento comunale per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria

    Chiunque intenda occupare suolo pubblico nel territorio comunale deve presentare istanza secondo la modulistica

    Il riferimento a chiunque riguarda i soggetti comunque legittimati a conseguire la concessione e non deroga alla disciplina speciale che richiede, per i pubblici esercizi, la previa autorizzazione commerciale.

  • art. 142 l.r. Liguria n. 1/2007

    La norma è stata invocata dalla ricorrente, ma il TAR ha ritenuto il richiamo inconferente rispetto al diniego della concessione di suolo pubblico, poiché non era stato impugnato il mancato rilascio anticipato dell'autorizzazione commerciale.

  • art. 64 d.lgs. n. 59/2010

    La norma è stata richiamata con l'art. 142 l.r. Liguria n. 1/2007, ma non è stata ritenuta idonea a superare il requisito regolamentare della previa autorizzazione all'esercizio dell'attività.

Massime di principio

  • Quando una disciplina comunale subordina il rilascio della concessione di suolo pubblico destinata a un pubblico esercizio alla previa autorizzazione all'esercizio dell'attività di somministrazione, il richiedente deve contestare direttamente la disposizione regolamentare che introduce tale requisito; l'impugnazione del solo diniego applicativo è inammissibile per mancata impugnazione dell'atto presupposto immediatamente lesivo.
  • Il titolo abilitante all'esercizio della somministrazione di alimenti e bevande costituisce il presupposto logico-giuridico per richiedere e ottenere una concessione di occupazione di suolo pubblico funzionale a tale attività.
  • È ragionevole subordinare l'assegnazione di una porzione scarsa di suolo pubblico alla previa autorizzazione dell'attività privata cui essa è destinata, poiché non è coerente riservare indefinitamente la risorsa a un soggetto non ancora abilitato e il cui titolo potrebbe non essere rilasciato.
  • Una concessione provvisoria rilasciata dall'amministrazione in esecuzione di un'ordinanza cautelare non determina necessariamente la sopravvenuta carenza di interesse o l'inammissibilità del ricorso, soprattutto quando il rilascio sia soltanto parziale e non derivi da una rinnovata valutazione favorevole dei presupposti di fatto e di diritto.
  • Il riferimento regolamentare a chiunque intenda occupare suolo pubblico non prevale sulla disciplina speciale relativa ai pubblici esercizi e non elimina i requisiti soggettivi e funzionali richiesti per il rilascio della concessione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblico
RamiDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.