Cassazione Penale, Sentenza n. 27020/2023 del 21/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per rapina tentata e lesioni; contesta in primo luogo la mancata riqualificazione del fatto in furto tentato sostenendo l'assenza di nesso causale tra la sottrazione e l'esercizio della violenza (sulla base delle dichiarazioni del testimone KYEI). Secondo motivo: chiede la non procedibilità per le lesioni perché, a suo dire, non erano funzionali alla rapina e l'intera vicenda andava qualificata come furto. Terzo motivo: censura l'eccessività dell'aumento per continuazione (errore di calcolo secondo il ricorrente e sproporzione rispetto alla lieve lesione risarcita).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi: la valutazione dei fatti e la ricostruzione operata dai giudici di merito non risultano viziati da errori logici o omissioni decisivi; sussiste il rapporto finalistico tra rapina e lesioni (la condotta di mordere eccede il mero strattonamento); l'aumento per continuazione è stato calcolato correttamente (mesi uno e giorni 10) e non è sproporzionato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro tremila alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Cass. Sez. 6, n. 27429 del 4 luglio 2006 (Lobriglio)
Principio secondo cui la Corte di cassazione non può rivedere la valutazione di fatto compiuta dai giudici del merito salvo vizi logici, omissioni o incoerenze manifeste.
Cass. Sez. 6, n. 25255 del 14 febbraio 2012 (Minervini)
Conferma del limite della sindacabilità in cassazione delle valutazioni probatorie effettuate in sede di merito.
Cass. Sez. 1, Sent. n. 21641 del 08/01/2016
Richiama il principio di proporzione nel trattamento sanzionatorio e la possibilità di aumenti non eccedenti in caso di reati in concorso o continuazione.
Cass. Sez. U, Sent. n. 47127 del 24/06/2021 (Pizone)
Stabilisce che il livello di approfondimento motivazionale richiesto dal giudice in ordine agli aumenti di pena è correlato all'entità degli stessi, verificando il rispetto del rapporto di proporzione tra le pene.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti salvo errori logici, omissioni decisive o contraddizioni manifeste: per ottenere la riqualificazione del fatto è necessario dimostrare tali vizi nel ragionamento dei giudici di merito.
- Per escludere il nesso finalistico tra la sottrazione e l'uso della violenza (e quindi ottenere la ricostruzione come furto) occorre provare che la violenza non fosse funzionale all'appropriazione ovvero che quest'ultima non abbia costituito l'obiettivo della condotta violenta; affermazioni generiche o contrastanti dei testimoni difficilmente bastano.
- Quando la violenza supera il mero strattonamento (es. morsi, colpi significativi) può sussistere autonomo titolo di reato per lesioni oltre alla rapina; la presenza di lesioni documentate giustifica il concorso tra reati.
- Le censure sulla quantificazione dell'aumento per continuazione incontrano un limite: aumenti contenuti richiedono motivazioni meno articolate, mentre aumenti più rilevanti impongono al giudice una più dettagliata motivazione sul rapporto di proporzione.
- In prospettive difensive, è utile acquisire e valorizzare documentazione medico-legale, dichiarazioni coerenti di testimoni e ogni elemento che dimostri la mancanza di finalità di sottrazione legata alla condotta violenta.
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