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Ordinanza

Ordinanza n. 33/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia: - del provvedimento prot. n.-OMISSIS- del 6 marzo 2025 con cui il Comune di Reggio Calabria ha annullato il provvedimento prot. n. -OMISSIS-/2012 di ammissione del ricorrente all’acquisto, relativo all’alloggio sito in Reggio Calabria via-OMISSIS-3; - di ogni ulteriore atto e/o provvedimento preordinato e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202500305

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale del 6 marzo 2025 di annullamento in autotutela dell'ammissione del ricorrente all'acquisto di un alloggio ERP

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (assegnatario ERP)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Reggio Calabria ha annullato l'ammissione, risalente al 2012, alla procedura di acquisto dell'alloggio ERP ai sensi della legge n. 560/1993. In sede cautelare ha contestato, in particolare, l'insussistenza dei presupposti per l'esercizio del potere di annullamento d'ufficio. L'interessato era stato assegnatario, con provvedimento sindacale del 14 maggio 2004 adottato ai sensi dell'art. 31 della legge regionale n. 32/1996, di un alloggio ERP in via provvisoria e temporanea, con autorizzazione a permanervi per il tempo necessario alla definizione delle procedure amministrative relative alla ricostruzione di altri alloggi. Nel 2005 era stato stipulato un contratto di locazione espressamente sottoposto alle limitazioni temporali previste dal decreto di assegnazione. Il ricorrente ha sostenuto che tali atti legittimassero prima facie la sua partecipazione alla procedura di alienazione avviata nel 2012 e che il Comune non potesse fondare l'annullamento sulla sola efficacia biennale astrattamente prevista dall'art. 31, comma 3, della legge regionale n. 32/1996, non risultante concretamente dal provvedimento sindacale del 2004, mai ritirato. Ha inoltre contestato l'omesso ponderato bilanciamento degli interessi, considerando il lungo tempo trascorso, l'affidamento maturato sull'acquisto e il versamento di un acconto pari al 30% del prezzo.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del provvedimento comunale del 6 marzo 2025. Ha ritenuto sussistente il fumus boni iuris in relazione alle censure sui presupposti dell'annullamento d'ufficio. In particolare, ha rilevato che l'efficacia biennale dell'assegnazione provvisoria, pur astrattamente prevista dall'art. 31, comma 3, della legge regionale n. 32/1996, non risultava dal provvedimento sindacale del 2004, che non era mai stato ritirato, sicché tale circostanza non avrebbe potuto, di per sé, giustificare l'annullamento dell'ammissione all'acquisto. Il giudice ha inoltre ravvisato, in via sommaria, l'assenza di un adeguato bilanciamento tra interesse pubblico e interessi privati, tenuto conto del notevole lasso di tempo trascorso dal provvedimento di ammissione del 2012, dell'affidamento prima facie incolpevole del ricorrente e dell'acconto già versato. È stato riconosciuto anche il periculum in mora, per le ricadute del provvedimento sulle esigenze abitative dell'intero nucleo familiare. Il Comune è stato condannato al pagamento di 800 euro per le spese della fase cautelare, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA. La trattazione del merito è stata fissata per il 4 novembre 2026.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base di tale disposizione il TAR ha valutato fumus boni iuris e periculum in mora e ha sospeso l'atto impugnato.

  • art. 31 l.r. Calabria n. 32/1996

    Prevede astrattamente l'efficacia biennale dell'assegnazione provvisoria dell'alloggio ERP; il TAR ha ritenuto che tale durata non fosse concretamente ricavabile dal provvedimento sindacale del 2004 e non potesse, da sola, fondare l'annullamento dell'ammissione all'acquisto.

  • l. n. 560/1993

    Disciplina la procedura di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica alla quale il ricorrente era stato ammesso nel 2012.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l'annullamento d'ufficio di un'ammissione all'acquisto di un alloggio ERP presenta fumus di illegittimità quando l'amministrazione lo fondi sulla durata biennale dell'assegnazione provvisoria, se tale durata non risulta concretamente dal provvedimento di assegnazione, che non sia stato successivamente ritirato o modificato.
  • L'esercizio del potere di annullamento d'ufficio dopo un significativo lasso di tempo richiede una ponderata comparazione tra l'interesse pubblico alla rimozione dell'atto e l'affidamento del privato, soprattutto quando l'interessato abbia tenuto una condotta prima facie incolpevole e abbia già eseguito prestazioni economiche in vista del perfezionamento dell'acquisto.
  • Le esigenze abitative dell'intero nucleo familiare possono integrare il periculum in mora necessario per la sospensione cautelare di un provvedimento che incida sull'ammissione all'acquisto dell'alloggio ERP.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblicoTutela cautelare

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