Cassazione Penale, Sentenza n. 45433/2024 del 11/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Resilienza impugnava il rigetto dell'istanza di ammissione al controllo giudiziario ex art. 34-bis, comma 6, d.lgs. 159/2011, sostenendo che eventuali infiltrazioni mafiose erano soltanto occasionali e quindi l'azienda era bonificabile. In appello la società eccepiva che il Tribunale non aveva preso correttamente in considerazione gli elementi che dimostravano l'occasionalità dell'agevolazione; il ricorso in Cassazione denunciava violazione di legge e carenza di motivazione in quanto la Corte d'appello avrebbe travisato il contenuto dell'appello, interpretandolo come affermazione di totale assenza di contatti con la mafia anziché come domanda di applicazione del controllo giudiziario per occasionale infiltrazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d'appello avesse motivato in termini astratti e avesse travisato le censure proposte dalla società, fornendo una motivazione soltanto apparente e non rispondente ai punti decisivi dell'appello. Per tali ragioni il decreto impugnato è stato annullato e gli atti rinviati per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Napoli, con l'indicazione che il nuovo collegio sia composto diversamente rispetto a quello che ha pronunciato il provvedimento impugnato.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 34-bis, comma 6
Norma che disciplina l'ammissione al controllo giudiziario per aziende con infiltrazioni mafiose e la possibilità di valutare l'occasionalità dell'agevolazione; centrale nella valutazione della 'bonificabilità' dell'impresa.
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, artt. 10, comma 3 e 27
Limiti alla deducibilità in materia di misure di prevenzione: in Cassazione sono ammessi i ricorsi solo per violazione di legge, secondo i limiti previsti da tali disposizioni.
codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)
Fondamento invocato per denunciare la carenza o l'apparenza della motivazione; la Corte ricorda che, in materia di prevenzione, il vizio di motivazione è ammissibile in Cassazione quando la motivazione è del tutto assente o meramente apparente.
codice di procedura penale, art. 125, comma 3 e art. 597
Norme richiamate dal ricorrente in relazione alla presunta violazione di legge e al difetto di motivazione del provvedimento impugnato; la Corte ha ritenuto fondata la censura che evidenziava travisamento delle doglianze e motivazione non rispondente.
codice di procedura penale, art. 623, comma 1, lett. a)
Richiamato per chiarire che, per la natura di decreto, non è possibile il rinvio a diversa sezione, ma il nuovo giudizio deve essere affidato a collegio composto diversamente.
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione il ricorso in Cassazione è ammesso principalmente per violazione di legge; il sindacato di legittimità non estende il controllo al merito salvo che la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente.
- Il giudice di merito (Corte d'appello) deve affrontare compiutamente e correttamente le specifiche doglianze proposte in appello: il travisamento del contenuto dell'impugnazione o la mancata risposta a censure decisive può configurare un vizio di motivazione rilevante in Cassazione.
- La qualificazione dell'infiltrazione come 'occasionale' richiede una valutazione fattuale dinamica: se il ricorso deduce elementi che rendono possibile la bonificabilità dell'azienda, tali elementi devono essere esaminati e motivati dal giudice, non elisi con argomentazioni generiche.
- Se la motivazione appare solo apparente e non risponde alle allegazioni decisive, la Cassazione può annullare il provvedimento e disporre il rinvio per nuovo giudizio.
- Quando si dispone il rinvio il nuovo collegio deve essere composto diversamente rispetto a quello che ha pronunciato il provvedimento impugnato, salvo diverse previsioni procedurali per la natura dell'atto.
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