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Sentenza

Sentenza n. 50/2026 - Napoli, Sezione 4

per l’annullamento: - della Disposizione Dirigenziale n. 145/A del 10 maggio 2022 Contenzioso Amministrativo n. 159/2013, emessa dal Comune di Napoli - Area Urbanistica - Servizio Antiabusivismo e Condono Edilizio - Settore Antiabusivismo Edilizio, avente a oggetto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere abusive ai sensi dell’articolo 31 del D.P.R. n. 380 del 2001; - di ogni altro atto, anche endoprocedimentale, presupposto, preordinato, connesso, collegato o comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuti, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica dei ricorrenti;

Giustizia amministrativa202204701

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: disposizione dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e delle aree necessarie, con contestuale irrogazione della sanzione pecuniaria di 20.000 euro

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale adottato ai sensi dell’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, deducendo: la mancata notifica nei confronti di uno dei comproprietari dell’originario ordine di demolizione; il difetto di istruttoria e di motivazione per avere assoggettato unitariamente tutte le opere al regime demolitorio senza verificare la sanabilità di singole opere o l’applicabilità di sanzioni conservative; l’assenza di una specifica indagine sulla possibilità tecnica di ripristino; la mancanza di un autonomo e formale accertamento dell’inottemperanza; il difetto di motivazione sull’irrogazione della sanzione pecuniaria nella misura massima; la mancata individuazione del comproprietario effettivamente responsabile dell’abuso; l’inapplicabilità della sanzione pecuniaria perché le opere sarebbero state realizzate prima dell’entrata in vigore dell’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto provata la notifica dell’ordine di demolizione a uno dei ricorrenti e la notificazione all’altro mediante deposito presso la casa comunale ai sensi dell’art. 140 c.p.c., con invio della raccomandata informativa. Ha escluso che l’amministrazione dovesse verificare d’ufficio la sanabilità delle opere prima di reprimere l’abuso, spettando al privato attivare il procedimento di accertamento di conformità. Ha affermato che le opere abusive devono essere valutate complessivamente, senza scomposizione atomistica, quando il loro impatto edilizio e territoriale deriva dall’insieme degli interventi. Ha inoltre rilevato che l’impossibilità tecnica della demolizione deve essere provata tempestivamente dal privato e non può essere dedotta dalla mera assenza di un’indagine comunale. Quanto all’acquisizione, ha richiamato l’Adunanza plenaria n. 16/2023, secondo cui, decorso inutilmente il termine di novanta giorni e accertata l’inottemperanza, l’acquisizione opera ex lege; il successivo provvedimento serve a formalizzare l’immissione in possesso e la trascrizione, senza necessità di ulteriore motivazione sostanziale. La sanzione pecuniaria è stata correttamente applicata nella misura massima, poiché gli abusi ricadevano in area sottoposta a vincolo paesaggistico e nelle aree indicate dall’art. 27, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001. È stata ritenuta legittima l’irrogazione nei confronti di entrambi i soggetti destinatari dell’ordine di demolizione, in assenza di prova della non imputabilità dell’inottemperanza. Infine, la sanzione è stata ritenuta applicabile perché sia l’ordine di demolizione sia la scadenza del termine per adempiere erano successivi all’entrata in vigore della disciplina introdotta dalla legge n. 164/2014. I ricorrenti sono stati condannati alle spese, liquidate in 2.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Disciplina l’ordine di demolizione, l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale in caso di inottemperanza e l’acquisizione dell’area necessaria alla realizzazione di opere analoghe entro il limite previsto dalla legge.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001

    Consente di determinare l’area da acquisire in relazione alla superficie necessaria per la realizzazione di opere analoghe, senza superare il limite massimo stabilito dalla disposizione.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. n. 380/2001

    la sanzione, in caso di abusi realizzati sulle aree e sugli edifici di cui al comma 2 dell’articolo 27, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, è sempre irrogata nella misura massima

    Impone l’irrogazione della sanzione pecuniaria nella misura massima per gli abusi realizzati nelle aree indicate dall’art. 27, comma 2, inclusi quelli sottoposti a vincolo paesaggistico.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    L’accertamento di conformità è attivato su iniziativa dell’interessato; il Comune non è obbligato a verificarne d’ufficio la praticabilità prima di adottare l’ordine di demolizione.

  • art. 27 d.P.R. n. 380/2001

    Individua le aree e gli edifici per i quali, in presenza degli abusi richiamati dalla norma, la sanzione pecuniaria deve essere applicata nella misura massima.

  • art. 140 c.p.c.

    È stato ritenuto applicabile alla notificazione dell’ordine di demolizione mediante deposito presso la casa comunale in caso di assenza del destinatario, accompagnato dall’avviso mediante raccomandata.

  • art. 17, comma 6, d.l. n. 133/2014, convertito dalla l. n. 164/2014

    La disciplina sanzionatoria introdotta con il comma 4-bis dell’art. 31 rileva quando l’ordine di demolizione e la scadenza del termine per adempiere siano successivi alla sua entrata in vigore, indipendentemente dalla data di realizzazione dell’abuso.

Massime di principio

  • Le opere edilizie abusive devono essere valutate nel loro complesso e nel loro contestuale impatto sul territorio; non è consentito scomporre atomisticamente l’intervento per sottrarre singole opere alla sanzione demolitoria quando il pregiudizio urbanistico deriva dall’interazione dell’insieme delle opere.
  • L’amministrazione comunale non è tenuta a verificare d’ufficio la sanabilità dell’abuso prima di adottare l’ordine di demolizione, poiché l’accertamento di conformità è un procedimento attivabile su iniziativa dell’interessato.
  • L’impossibilità tecnica di demolire le opere abusive senza compromettere la stabilità della parte legittima dell’edificio deve essere dimostrata tempestivamente dal privato; la mera contestazione dell’assenza di un’apposita indagine comunale non è sufficiente.
  • Decorso inutilmente il termine di novanta giorni dall’ordine di demolizione e accertata l’inottemperanza, l’acquisizione gratuita del bene abusivo al patrimonio comunale opera ex lege; il successivo atto amministrativo ha funzione di formalizzare l’immissione in possesso e la trascrizione del trasferimento, senza necessità di un’ulteriore motivazione sostanziale.
  • La sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001 deve essere irrogata nella misura massima per gli abusi realizzati nelle aree indicate dall’art. 27, comma 2, e può essere applicata ai soggetti destinatari dell’ordine di demolizione, salvo prova della non imputabilità dell’inottemperanza.
  • Ai fini dell’applicazione temporale della sanzione pecuniaria introdotta dall’art. 31, comma 4-bis, rileva il momento in cui è decorso inutilmente il termine per adempiere all’ordine di demolizione, non la data di realizzazione dell’abuso; la sanzione non si applica se l’inottemperanza si è consumata prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPiani regolatori e variantiVincoli urbanisticiInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleFiscalizzazione dell'abusoDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEfficacia ed esecutorietà

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