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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3302/2022 del 31/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la sentenza del Tribunale di Trieste che aveva applicato, con patteggiamento ai sensi dell'art.444 c.p.p., la pena di 8 mesi di reclusione per lesioni colpose e inosservanza degli obblighi di fermata e prestare assistenza (art.590 c.p. e art.189 commi 6 e 7 C.d.S.), con sospensione della patente per 2 anni e 2 mesi e condanna alla rifusione delle spese della parte civile. Il ricorrente deduceva: (1) nullità/violazione per discordanza tra il termine di deposito indicato nel dispositivo letto in udienza (60 giorni) e quello riportato nella sentenza depositata (30 giorni), con pregiudizio per i termini di impugnazione; (2) vizio nella applicazione e nella determinazione della durata delle sanzioni amministrative accessorie (sospensione patente), senza adeguata motivazione e senza considerare i criteri di gravità, danno e pericolo di ulteriori circolazione; (3) illegittima liquidazione delle spese a favore della parte civile, atteso che la costituzione della parte civile era intervenuta dopo il perfezionamento dell'accordo sulla pena, per cui non sarebbe dovuta alcuna liquidazione, oltre contestazione del quantum in violazione delle tariffe.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo nella sostanza rilevando che la discordanza del termine di deposito non ha precluso la tempestività del ricorso e che il termine indicato nel dispositivo letto in udienza prevale rispetto all'errore materiale nella copia depositata. Ha invece accolto parti del ricorso: (a) ha annullato la sentenza limitatamente alla durata della sospensione della patente di guida perché il Tribunale, pur dovendo applicare le sanzioni amministrative accessorie anche se non concordate, non ha fornito una motivazione adeguata e puntuale sulla scelta delle misure (in particolare quando la misura si discosta dal minimo edittale o dalla media), né ha valutato la gravità della violazione, l'entità del danno e il pericolo derivante dalla circolazione come richiesto dall'art.218 c.d.s.; (b) ha annullato la statuizione relativa alla liquidazione delle spese a favore della parte civile ritenendo provato che l'accordo sulla pena era perfezionato prima della costituzione della parte civile (che si è costituita il 5/11/2020, un giorno prima dell'udienza), e dunque la liquidazione non era dovuta. Per questi punti la Corte ha disposto rinvio al Tribunale di Trieste per nuovo giudizio. Il motivo relativo al quantum delle spese è stato assorbito dalla declaratoria di annullamento su tale statuizione.

Norme richiamate

  • art.444 cod. proc. pen.

    artt.444 e ss. cod. proc. pen.

    Regola il procedimento del patteggiamento; la Corte ricorda che, anche nel rito abbreviato concordato, il giudice è tenuto ad applicare le sanzioni amministrative accessorie di diritto e a motivare la loro determinazione

  • art.590 cod. pen.

    Norma del reato per cui è stato patteggiato; rilevante ai fini della determinazione della sanzione accessoria relativa alla guida

  • art.189 C.d.S.

    Norme del codice della strada relative agli obblighi in caso di sinistro e assistenza alla persona offesa; le violazioni comportano sanzioni amministrative accessorie la cui durata deve essere motivata

  • art.448 comma 2-bis cod. proc. pen.

    Limita l'impugnabilità di alcuni aspetti dell'accordo; la Corte ricorda però che questioni estranee all'accordo (es. applicazione delle sanzioni amministrative accessorie, liquidazione spese quando la costituzione sia successiva all'accordo) restano impugnabili

  • art.218 C.d.S.

    Stabilisce i criteri generali (gravità della violazione, entità del danno, pericolo per la circolazione) cui il giudice deve fare riferimento nella determinazione della durata della sospensione della patente

  • art.222 C.d.S.

    Prevede riduzioni nella determinazione delle sanzioni amministrative accessorie; la Corte segnala che il Tribunale ha applicato riduzioni senza motivazione plausibile per ciascuna fattispecie

Massime di principio

  • Nelle sentenze di patteggiamento il giudice è obbligato ad applicare le sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge anche se non contemplate nell'accordo tra le parti, e deve motivare la loro durata quando si discostano dal minimo edittale o dalla media
  • La motivazione sulla durata della sospensione della patente deve richiamare i criteri di cui all'art.218 C.d.S. (gravità della violazione, entità del danno, pericolo per la circolazione) e non può essere meramente formale o assente
  • Errori materiali od evidenti nella indicazione del termine di deposito (es. discrepanza tra dispositivo letto in udienza e testo depositato) non determinano automaticamente l'annullamento se l'affidamento sulle risultanze udienza è giustificabile e la tempestività dell'impugnazione non è pregiudicata
  • La liquidazione delle spese a favore della parte civile non è dovuta se la costituzione della parte civile è avvenuta dopo il perfezionamento dell'accordo sulla pena; in tale ipotesi la statuizione va annullata
  • Questioni estranee all'accordo di patteggiamento (applicazione di sanzioni amministrative accessorie, liquidazione spese quando rilevano elementi temporali) sono impugnabili in Cassazione anche oltre i limiti stabiliti dall'art.448 c.p.p.

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