Ordinanza n. 2291/2026 - Napoli, Sezione 2
per la condanna del Comune di Sant'Antimo al risarcimento dei danni ingiusti derivanti al ricorrente dall'illegittimo esercizio dell'attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria rispetto all'iniziativa edificatoria della Apollo Srl alla Via Garibaldi n. 25, consistenti in: - rilascio del permesso di costruire n. 100/2019 del 18/7/2019 alla Apollo Snc di Nardi Francesco e Visani Pasqualina (poi Apollo S.r.l.) per “sostituzione edilizia ai sensi dell'art. 7 comma 5 della L.R. 19/2009” consistente nella demolizione di un opificio dismesso (ex conceria) in Via Garibaldi n. 25 e la realizzazione di un nuovo edificio residenziale di n. 24 unità abitative su quattro piani fuori terra dell'altezza di 12,40 mt (8.583 mc) ed un piano interrato con 32 box auto; - stipula in data 21/6/2019 con la Soc. Apollo della “convenzione urbanistica per intervento ai sensi dell'art. 7, comma 5 della L. Reg. n. 19/2009” e dell'atto di sua modifica dell'1/10/2019, entrambi atti connessi con il permesso di costruire n. 100/2019; - omesso annullamento in autotutela del permesso di costruire n. 100/2019 e conseguente caducazione della SCIA “in variante al p.d.c. n. 100/2019” presentata nel dicembre 2019; - omessa declaratoria di nullità, inefficacia e decadenza del permesso di costruire n. 100/2019 del 18/7/2019 e della SCIA “in variante al p.d.c. n. 100/2019” presentata nel dicembre 2019; - omessa declaratoria di nullità ed inefficacia della “convenzione urbanistica per intervento ai sensi dell'art. 7, comma 5 della L. Reg. n. 19/2009”, stipulata in data 21/6/2019 e dell'atto di sua modifica dell'1/10/2019.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: attività amministrativa connessa al rilascio del permesso di costruire n. 100/2019, alla stipula della convenzione urbanistica e alla successiva SCIA in variante, nonché omissioni nell'esercizio dei poteri di autotutela e di declaratoria di nullità, inefficacia o decadenza
Esito
La controversia
Il ricorrente ha proposto una domanda risarcitoria nei confronti del Comune di Sant'Antimo, con partecipazione della società beneficiaria dell'intervento edilizio, deducendo danni derivanti dall'illegittimo esercizio dell'attività amministrativa e dal mancato esercizio di attività obbligatoria in relazione all'iniziativa edificatoria realizzata in via Garibaldi n. 25. La controversia riguarda il rilascio del permesso di costruire n. 100/2019 per la demolizione di un opificio dismesso e la costruzione di un edificio residenziale di 24 unità abitative, su quattro piani fuori terra, con piano interrato destinato a 32 box auto; la stipula e modifica della convenzione urbanistica collegata al titolo edilizio; la presentazione di una SCIA in variante; e l'omesso annullamento in autotutela o accertamento della nullità, inefficacia o decadenza degli atti. Ai fini della domanda risarcitoria, il ricorrente lamenta un pregiudizio patrimoniale al proprio compendio immobiliare, riconducibile alla nuova configurazione dell'edificio confinante, alla possibile riduzione dell'irraggiamento, al maggiore carico insediativo, alla presenza di balconi e vedute e alla sostituzione dell'edificio dismesso con il nuovo fabbricato.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda risarcitoria nel merito e ha disposto una consulenza tecnica d'ufficio per accertare e quantificare l'eventuale danno subito dal ricorrente. Il CTU dovrà descrivere gli immobili interessati, determinare il valore di mercato dell'immobile del ricorrente alla data del rilascio del permesso di costruire mediante il metodo sintetico-comparativo, o in subordine analitico-ricostruttivo, utilizzando transazioni relative a immobili analoghi nella medesima zona o, se necessario, in altre zone omogenee del Comune. Dovrà inoltre verificare l'eventuale deprezzamento del compendio alla data di proposizione del ricorso, accertando separatamente l'incidenza della riduzione dell'irraggiamento, del maggiore carico insediativo, della presenza di balconi e vedute e della sostituzione del preesistente edificio dismesso, quantificando la riduzione di valore riferibile a ciascun fattore e illustrando il metodo di calcolo. È stato nominato un CTU, posto a carico del ricorrente un anticipo di euro 800,00 e fissati i termini per la nomina dei consulenti di parte, lo scambio dello schema di relazione, le osservazioni e il deposito della relazione finale. Il giudizio è stato rinviato all'udienza pubblica del 18 novembre 2026.
Norme richiamate
art. 7, comma 5, l. reg. Campania n. 19/2009
sostituzione edilizia ai sensi dell'art. 7 comma 5 della L.R. 19/2009
La disposizione è richiamata quale base normativa dell'intervento di sostituzione edilizia autorizzato dal permesso di costruire oggetto della controversia; l'ordinanza non ne offre una specifica interpretazione.
Massime di principio
- Quando la decisione di una domanda risarcitoria dipende dall'accertamento tecnico dell'esistenza, dell'incidenza causale e della quantificazione di un deprezzamento immobiliare, il giudice amministrativo può disporre una consulenza tecnica d'ufficio, indicando puntualmente i fattori di danno da esaminare e i criteri estimativi da applicare.
- Nella stima del danno patrimoniale derivante da un intervento edilizio, il valore di mercato dell'immobile danneggiato può essere determinato con il metodo sintetico-comparativo, mediante il confronto con transazioni relative a immobili analoghi nella medesima zona e, in mancanza, in zone omogenee dello stesso comune; il metodo analitico-ricostruttivo opera in via subordinata.
- La consulenza estimativa deve distinguere e quantificare separatamente l'incidenza dei diversi fattori potenzialmente lesivi, tra cui la riduzione dell'irraggiamento, il maggiore carico insediativo, la presenza di balconi e vedute e la sostituzione di un preesistente edificio dismesso con una nuova costruzione.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 232/2026 - Venezia, Sezione 4
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 756/2026 - Venezia, Sezione 4
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 46/2026 - Trieste, Sezione 1
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 2093/2026 - Roma, Sezione 3B
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 2094/2026 - Roma, Sezione 3B
- Ordinanza · 10 apr 2026Ordinanza n. 2095/2026 - Roma, Sezione 3B
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →